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Pd, il segretario Martina si dimette: a febbraio le primarie

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Maurizio Martina formalizzerà le sue dimissioni durante la riunione di segreteria. Ora parte la corsa alle primarie: chi sfiderà Nicola Zingaretti?

Maurizio Martina segretario Pd

Maurizio Martina formalizzerà le sue dimissioni da segretario del Pd. Lo farà martedì sera, alle 18, durante la riunione di segreteria. Un atto che aveva già anticipato al Forum di Milano di sabato e domenica scorsi e in verità largamente atteso in vista della grande sfida delle primarie, da cui uscirà il nuovo leader del partito.

E che dovrebbero celebrarsi il prossimo 10 di febbraio. In molti pensano di partecipare. Alcuni si defilano. Altri ancora riflettono su quale candidato puntare. Lo stesso segretario uscente, Maurizio Martina, sta pensando a una sua eventuale ricandidatura. Lui è l’uomo che è stato scelto per traghettare il partito dopo la cocente sconfitta nelle elezioni del 4 marzo. Un compito con mille difficoltà all’interno di un partito in crisi d’identità, martoriato da lotte intestine.

Il favorito: Nicola Zingaretti

Il governatore della regione Lazio, Nicola Zingaretti, è stato il primo a candidarsi dopo la sconfitta del 4 marzo. Lo ha fatto mentre veniva eletto per un secondo mandato alla guida della Regione. Unico squarcio di luce in una tornata elettorale da incubo per il Partito democratico. Lui è molto ben visto dalle correnti più a sinistra dei dem. Di certo è però inviso ai renziani. Con l’ex premier, Matteo Renzi, non c’è mai stato feeling.

Zingaretti considera Renzi il principale responsabile del disastro. Renzi vede in Zingaretti un possibile fautore di una politica di dialogo con il Movimento 5 stelle: cosa particolarmente antipatica per l’ex sindaco di Firenze. Di certo, però, il governatore è tra i più accreditati per la conquista della segreteria.

Gli sfidanti: chi si farà avanti?

Tutti attendono cosa farà Maurizio Martina, il segretario uscente. Alcuni big, come Graziano Delrio, sono pronti a sostenerlo.

E lui ci sta pensando. I renziani puntano, invece, sulla candidatura di Marco Minniti, l’ex ministro degli Interni potrebbe essere un outsider: un peso massimo in grado di dare fastidio a Zingaretti. Entro la prima metà di novembre dovrebbe sciogliere le sue riserve. Qualcuno parla anche di Debora Serracchiani, l’ex governatrice della Regione Friuli. Ma secondo quanto riporta Repubblica, potrebbe rinunciare a candidarsi se anche Martina dovesse correre per la poltrona più alta del Nazareno.

Completano la griglia le più che probabili candidature di Michele Emiliano, Matteo Richetti e del giovane Dario Corallo.


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