Assemblea PD, Renzi il grande assente. Martina: ora unità
Assemblea PD, Renzi il grande assente. Martina: ora unità
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Assemblea PD, Renzi il grande assente. Martina: ora unità

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Si apre ufficialmente la fase congressuale del PD. Martina conferma le dimissioni. Renzi non c'è ma appoggerà la candidatura di Minniti.

“Dobbiamo aprire un corpo a corpo con la destra dello status quo, da intraprendere per una Europa più sociale, che protegga e promuova i cittadini, che sconfigga una sensazione che attraversa la società. Abbandonare l’orizzonte europeo è una follia” dichiara Maurizio Martina, aprendo l’Assemblea nazionale del Partito Democratico. Al termine si svolgerà la Direzione del PD che, a norma di statuto, deve nominare la Commissione che sarà incaricata di definire il regolamento del congresso.

Martina: costruire unità vera

“Un congresso fatto a modo, con questa ambizione può essere uno strumento utile per parlare al Paese e ricostruire un rapporto con la società. Dipende solo da noi. Uno strumento non dice nulla di per sé, dipende dalle donne e dagli uomini che lo usano” sottolinea dal palco il segretario uscente. In sala sono presenti tutti i dirigenti e i candidati al congresso, tranne Matteo Renzi che non interviene nemmeno su Facebook.

Martina esorta i presenti a sentire “fino in fondo la responsabilità di un percorso congressuale per la responsabilità, in grado di costruire l’unità, quella vera, perché si ha nella pluralità un fattore di ricchezza.

– e aggiunge – Facciamo in modo che tutti escano da questa esperienza un passo avanti, ricordiamoci che il nostro nemico è la destra, che la partita vera comincia un minuto dopo e che a nessuno è consentito di giocare in modo tatticamente ossessivo”.

“Confermo qui le mie dimissioni” conclude Maurizio Martina, ed esorta: “Ora mettiamo in campo una stagione di unità”. Atteso il discorso dell’ex segretario dell’Interno Marco Minniti, che davanti all’Assemblea del PD dovrebbe annunciare la sua candidatura alle primarie. Con la sua non partecipazione, Matteo Renzi ha deciso infatti di non togliere la scena al candidato della sua corrente che dovrà sfidare per la segreteria dem Nicola Zingaretti.

“È un bene che finalmente ci si muova nella direzione giusta e si apra una fase congressuale che non può che fare bene al partito e all’Italia”, ha precisato quindi il governatore del Lazio. “Sarà una strada lunga ma mi auguro che le regole che si scriveranno possano puntare alla massima partecipazione delle persone” sottolinea quindi. Zingaretti chiede infine di far partecipare tutti alle primarie “eliminando il pagamento dei due euro”. “Sostituiamolo con una sottoscrizione volontaria. – propone – Credo che se voltiamo pagina gli italiani risponderanno, credo che chi gridava onestà non voleva condoni. Ora tocca a noi cambiare”.

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