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Discorso Mattarella: 10 milioni di ascolti e boom sui social

Incredibile risultato mediatico per il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: più di 10 milioni gli ascoltatori.

mattarella costituzione potere authority
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Enorme l’audience televisivo generato dal tradizionale discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Non solo sul piccolo schermo: le parole del capo dello stato sono diventate virali anche sui social dove il video ha registrato milioni di visualizzazioni.

Le parole di Mattarella sono state anche commentate e condivise dal Ministro degli Interni Matteo Salvini.

I dati del boom mediatico

Il discorso del Presidente della Repubblica ha fatto registrare quasi un milione di ascoltatori in più rispetto a quello del 2017: circa 10 milioni e 525mila sono stati gli ascoltatori in televisione (nel 2017 furono 9milioni e 700mila), dove è stato toccato il 40% di share. Il messaggio di Mattarella è stato trasmesso a reti unificate su Rai1, Rai2, Rai3 e Rainews24 a cui si aggiungono le reti provate di Canale 5, Rete4 e La7.

Solo attraverso il canale Twitter del Quirinale il videomessaggio aveva registrato circa 2 milioni e 150mila visualizzazioni, triplicando il risultato dello scorso anno.

Le parole di Mattarella

Sergio Mattarella afferma che “Non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società“. Il Presidente della Repubblica ha poi voluto fare gli “auguri a tutti gli italiani, in patria o all’estero“, ma anche “ai cinque milioni di immigrati che vivono, lavorano, vanno a scuola, praticano sport, nel nostro Paese.

Quel che ho ascoltato dagli italiani esprime, soprattutto, l’esigenza di sentirsi e di riconoscersi come una comunità di vita. La vicinanza e l’affetto che avverto sovente, li interpreto come il bisogno di unità, raffigurata da chi rappresenta la Repubblica che è il nostro comune destino. Sentirsi comunità” aggiunge “significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri. Significa “pensarsi” dentro un futuro comune, da costruire insieme».

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