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Caos Csm, Mattarella indice elezioni per sostituire due consiglieri

Secondo la Cassazione "un imputato ha contribuito alla scelta del futuro procuratore". Lotti intercettato: "A Ermini va dato un messaggio forte".

Mattarella elezioni Csm
Mattarella elezioni Csm

Sergio Mattarella interviene nella bufera che ha travolto il Consiglio superiore della magistratura. Il capo dello Stato ha escluso l’ipotesi dello scioglimento del Csm e ha indetto elezioni suppletive per sostituire i due pm che hanno rassegnato le dimissioni, Luigi Spina e Antonio Lepre. Le votazioni si terranno il 6 e il 7 ottobre ottobre. “La richiesta di scioglimento anticipato comporterebbe la rielezione dei suoi membri con i criteri attuali e contrasterebbe con la necessità di cambiare le procedure elettorali, da più parti richiesta”, hanno spiegato i portavoce del Colle citati da Repubblica.

Mattarella: “Voltare pagina”

Per Mattarella la sostituzione dei due consiglieri dimissionari è il primo passo verso quel “voltare pagina” richiesto da più parti. Tra queste compare anche Silvio Berlusconi, secondo il quale sul Consiglio ci sono “ombre troppo serie”.

L’obiettivo è ridare alla magistratura l’indipendenza e il prestigio di cui ha bisogno e che sono stati incrinati dalle vicende emerse dalle ultime indagini giudiziarie. Per il Quirinale si tratta di un cambiamento di rotta rispetto alla linea seguita nella prima parte della gestione del caos Csm, quando aveva incaricato il vicepresidente David Ermini di indagare per comprendere la reale gravità della situazione.

Scontro tra Lotti ed Ermini

Proseguono le indagini sulla posizione di Luca Lotti, ex ministro del Pd e indagato per il caso Consip a Roma. Nell’atto a carico di cinque membri del Csm scritto da Riccardo Fuzio, procuratore generale della Cassazione, si legge: “Si è determinato l’oggettivo risultato che la volontà di un imputato abbia contribuito alla scelta del futuro dirigente dell’ufficio di Procura deputato a sostenere l’accusa nei suoi confronti”.

Per Fuzio, la riunione era “perfettamente programmata” con l’obiettivo di “influenzare in maniera occulta l’attività istituzionale dell’organo di autogoverno”.

A carico di Lotti c’è anche un’intercettazione che ha rivelato le parole pronunciate in occasione della riunione del 9 maggio, con Luca Palamara, Cosimo Ferri e diversi consiglieri del Csm, a proposito della nomina del successore di Giuseppe Pignatone. In quell’occasione David Ermini è emerso come un problema, un ostacolo alle strategie da mettere in atto. “Qualche messaggio gli va dato forte“, sono le parole di Lotti. Ad avere problemi con il vicepresidente è anche il consigliere Corrado Cartoni, che ha confessato a Palamara: “Ho problemi con Ermini, ci ho litigato. Luca, digli qualcosa, si deve svegliare“. “Eh ragazzi, queste cose vanno affrontate“, risponde Lotti.

La difesa di Lotti

“In questi giorni ho dovuto sopportare una vera e propria montagna di fango contro di me.

Ora basta”. Con queste parole Lotti ha scelto di presentare la propria difesa attraverso i social network. “In un incontro che si è svolto in un dopocena ho espresso liberamente le mie opinioni. Parole in libertà, non minacce o costrizioni. È stato scritto che lì sarebbero state decise le nomine dei capi di alcune Procure, scelta che in realtà spetta al Csm. Quindi ho commesso reati? Assolutamente no. La conferma, peraltro, è arrivata anche ieri dalle parole di Morlini, che ho incontrato una sola volta in tutta la vita”.


Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Nata in provincia di Monza e Brianza, classe 1994, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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