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Scissione dei renziani, parla Franceschini: “Non spacchiamo il Pd”

Intervenendo ad AreaDem, il ministro Dario Franceschini esorta gli esponenti renziani a non tentare la scissione rischiando di indebolire il partito.

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Con la scissione dei renziani che sembra essere sempre più vicina dal Pd arrivano i primi decisi segnali di malumore, tra cui spiccano quelli del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Dal palco della manifestazione AreaDem di Cortona, Franceschini tende la mano a Matteo Renzi, in un tentativo di convincere l’ex segretario a tornare sui suoi passi. Secondo il ministro infatti, spaccando il partito verrebbero indebolite entrambe le parti in causa.

Scissione dei renziani, parla Franceschini

Nel corso del suo intervento ad AreaDem, Dario Franceschini parla direttamente a Renzi affermando: “Voglio dire a Renzi, non farlo, il Pd è casa tua e casa nostra, è di tutti. Il popolo della Leopolda è una parte del grande popolo del Pd. Non separiamo questi popoli, non indeboliamoci spaccando il partito”.

Franceschini poi punta il dito sull’utilizzo del termine “separazione consensuale” da parte dei renziani, dichiarando come un’eventuale scissione non potrà mai avere queste caratteristiche: “L’unità del Pd è indispensabile.

La nascita del governo è passata anche dalle interviste di Renzi e di Bettini, non si era mai visto un voto unanime in direzione. Per questo non voglio credere a questa storia della scissione o quel che ho letto sui giornali, questa storia ridicola della separazione consensuale. Quando spacchi un partito è sempre traumatico, come si fa a pensare che sia consensuale? Zingaretti è il segretario più generoso e inclusivo di tutti”.

Il commento sulle regionali in Umbria

Parlando poi delle prossime elezioni regionali in Umbria, Franceschini accoglie positivamente la richiesta del ministro degli Esteri di fare tutti un passo indietro per lasciare spazio ad una giunta civica: “L’Umbria è molto vicina e io interpreto le parole importanti di Di Maio oggi come un percorso che possiamo intraprendere. Per le altre regioni vediamo. Un passo alla volta”. Il ministro in seguito cita uno dei testi sacri dell’ebraismo e aggiunge: “Costruisci la tua casa con i sassi che ti hanno gettato contro c’è scritto nel Talmud, ci dice Erri De Luca.

Dobbiamo provare a costruire una casa comune con i sassi che ci siamo tirati a vicenda. Vale per noi e per i cinquestelle”.

Franceschini invoca dunque un dialogo costruttivo con il M5s, fondato sul compromesso tra le parti: “Non appaltandosi le sfere di influenza, ma andandosi incontro su ogni punto e cercando la fatica del compromesso. Io non prenderò il posto di Salvini nel litigio quotidiano. I M5S avranno qualcosa da imparare da noi, ma anche noi da loro, se hanno preso 33% alle elezioni e gran parte dei nostri elettori qualcosa avremo sbagliato”.


Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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