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Terminato l’interrogatorio di Conte sulla zona rossa Alzano e Nembro

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Terminato l'interrogatorio nei confronti di Giuseppe Conte per la mancata zona rossa ad Alzano e Nembro.

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Mancata zona rossa ad Alzano e Nembro, è terminato l’interrogatorio nei confronti di Giuseppe Conte. Il primo ministro è stato prima ascoltato a Palazzo Chigi come persona informata sui fatti. L’inchiesta è senza indagati né reati. Ma bisogna chiarire cosa è successo, effettivamente, nell’area della bergamasca tra il 3 e il 9 marzo quando non fu istituita la zona rossa nonostante l’invio dell’esercito.

La magistratura vuole far chiarezza su quanto accaduto ad Alzano e Nembro e verificare quali sono le responsabilità del Governo Conte. Saranno sentiti anche Roberto Speranza (Ministro della Salute) e Luciana Lamorgese (Ministro degli Interni).

Terminato l’interrogatorio di Conte

Intorno alle ore 13:15 di venerdì 12 giugno è terminato l’interrogatorio di Giuseppe Conte, ascoltato a Palazzo Chigi dai magistrati che stanno indagando sulla mancata zona rossa di Alzano e Nembro.

L’interrogatorio è durato circa tre ore. Successivamente saranno sentiti anche Speranza e Lamorgese.

Il Premier ha ribadito di aver agito in “Scienza e coscienza” e di essersi messo pienamente a disposizione dei Pm. “Mi sono reso subito disponibile, doverosamente, per informare il pm di tutte le circostanze di mia conoscenza”, ha quindi aggiunto.

Le domande chiave

Sono cinque, secondo il Corriere della Sera, gli interrogativi fondamentali a cui il capo del governo deve rispondere per far luce su quanto accaduto nella bergamasca nei drammatici giorni della fase 1.

  1. Chi consultò dopo l’aumento dei contagi ad Alzano e Nembro e dopo la richiesta del CTS di istituire la zona rossa?
  2. Pur non avendo avanzato richieste formali, la Regione Lombardia ha avuto contatti informali con il governo centrale per l’istituzione della zona rossa?
  3. Perché, se non era prevista l’istituzione della zona rossa, è stato mobilitato l’esercito?
  4. Dopo la seconda richiesta avanzata dal CTS, il governo ha consultato la Regione Lombardia?
  5. Ha esaminato con Fontana e Gallera l’ipotesi di chiudere i due paesi, invece dell’intera regione?

Zona rossa: l’interrogatorio di Conte

L’obiettivo dei Pm è quello di verificare se la scelta di tenere aperta l’aerea abbia fatto aumentare i contagi. In questo caso si procederebbe per epidemia colposa. Inoltre, la Procura di Bergamo dovrebbe stabilire se la decisione di chiudere doveva essere presa dal governo o se invece potesse farlo la Regione Lombardia. Nei giorni scorsi, in merito, sono stati ascoltati anche Giulio Gallera e Attilio Fontana.

Conte, durante l’interrogatorio sulla zona rossa, dovrà rispondere a cinque domande fondamentali. Anzitutto, i pm chiederanno al Primo Ministro se dopo l’aumento dei contagi e la richiesta del comitato tecnico scientifico di dichiarare “zona rossa”, con chi si consultò. Inoltre, agli atti non risulta che la Regione Lombardia avesse presentato richieste formali: ci furono incontri telefonici informali?



A Conte verrà chiesto il perché dello spostamento di esercito e potenziamento delle forze dell’ordine, in virtù dell’assenza di una richiesta formale da parte di Regione Lombardia in merito all’istituzione di una zona rossa ad Alzano e Nembro. I magistrati faranno chiarezza, o proveranno, anche in merito al rapporto con la Regione Lombardia dopo la seconda lettera di Silvio Brusaferro.

Infine, l’ipotesi di chiudere l’intera Regione Lombardia anziché solo Alzano e Nembro fu paventata dallo stesso Primo Ministro. Ma Conte informò della sua volontà i vertici di Regione Lombardia?

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze


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Antonino Paviglianiti

Nato a Reggio Calabria il 13 maggio del '93 con due passioni: lo sport e il giornalismo. Laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa a La Statale di Milano, ha ricoperto il ruolo di content editor per testate giornalistiche generaliste e a indirizzo sportivo del network Tmw. Ha ricoperto il ruolo di social media per le pagine di UrbanPost e LuxGallery. Appassionato di cinema e moda, ha preso parte alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 e al Pitti Uomo edizioni 2017 e 2018. In ambito politico, ha seguito la campagna elettorale del Referendum 2016 grazie al soggiorno presso la città di Firenze

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