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Meloni: “A Conte chiediamo riforme, niente assegni in bianco”

Il punto della Meloni sul Consiglio Europeo e Conte, di cui loda la lotta e sottolinea gli errori, ma ora servono le riforme.

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La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha commentato il risultato ottenuto dal premier Giuseppe Conte al Consiglio Europa riconoscendo al presidente di aver fatto un lavoro dignitoso, ma sottolineandone anche gli errori e soprattutto invitandolo ora che si ha la certezza dell’arrivo di risorse, seppur nel 2021, a fare le riforme necessarie per l’economia italiana.

In diretta su La 7 nel programma In Onda, la Meloni ha spiegato come il suo messaggio “Conte ha commesso degli errori, ma ne è uscito in piedi” non rappresenti di fatto l’aver tifato per l’esecutivo, ma per l’Italia. “Ora però – ha aggiunto la leader di Fratello di’Italia – a Conte chiediamo le riforme, niente assegni in bianco”.

Meloni chiede a Conte le riforme

Va sottolineato come le parole della Meloni, fortemente in contrasto rispetto a quanto dai lei detto e fatto usualmente, avevano stupito in molti. Da una parte coloro che non ravvedevano nell’operato europeo di Conte degli errori, dall’altra coloro che non si aspettavano un’apertura al presidente del Consiglio. “Mi ha divertito molto il corto circuito di oggi, perchè io ho detto queste sono le mie valutazioni. Non riuscendo più a metterti nella casella – ha aggiunto la Meloni – la stampa è impazzita.

Poi c’è chi ha addirittura detto la Meloni al governo con Conte. A questi io dico: ma state bene? Al governo con questi non ci andrò mai, proprio per questo posso permettermi di fare delle valutazioni oggettive su quello che accade”.

Poi, nel corso della trasmissione di La7, la leader di Fratelli d’Italia ha voluto far notare come il comportamento di alcuni leader europei durante il Consiglio Europeo sia stato molto simile a quello che gli europeisti definirebbero il peggior atteggiamento dei sovranisti: “Io sapevo che i sovranisti erano quelli che tenevano ai propri interessi, mentre gli europeisti quelle che tenevano all’interesse dell’Ue.

Quello che abbiamo visto a Bruxelles è che a comportarsi da sovranisti sono stati i socialisti, i PPE e i liberali, tutti amici di Pd e compagni. Il nemicone Orban invece è stato solidale con noi”.

Meloni su Imagine di John Lennon

La Meloni è stata poi invitata a dire la sua in merito ad una questione nata nel corso delle scorse settimana proprio durante la trasmissione In Onda dalla candidata del centrodestra in Toscana Susanna Ceccardi che aveva definito la canzone Imagine di John Lennon un inno marxista. “Beh – ha detto la leader di Fratelli d’Italia – non è una canzone il cui testo mi appassiona. Dice vorrei un mondo dove non ci sono le religioni, non ci sono le nazioni. È l’inno dell’omologazione mondialista, io francamente sto da un’altra parte. Per me l’identità è un valore”.

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