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Nuovo Dpcm, il Governo potrebbe vararlo durante la notte

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Il presidente Giuseppe Conte ha annunciato l'imminente approvazione del nuovo Dpcm sull'emergenza coronavirus.

Intervenendo durante l’inaugurazione della nuova sede della Scuola di medicina di Taranto, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato l’imminente approvazione del nuovo Dpcm sull’emergenza coronavirus, che secondo le previsioni dovrebbe avvenire già entro questa sera.

Una decisione figlia anche della necessità di evitare un’ulteriore proroga del vecchio decreto firmato lo scorso 7 settembre, la cui scadenza era stata fissata per il prossimo giovedì.

Nuovo Dpcm, le parole di Conte

Nel corso del suo intervento ospite della città pugliese, il presidente Conte ha affermato: “Siamo impegnati per il Dpcm, cercheremo di licenziarlo già per questa sera“, mostrando dunque come il governo abbia in breve tempo trovato un accordo sulle misure da adottare per contrastare il recente aumenti dei contagi registrato su tutto il territorio nazionale.

Tra le ipotesi di provvedimento che sono trapelate nelle ultime ore molte riguardano divieti relativi al rischio di assembramento, come le limitazioni nel numero di partecipanti alle cerimonie religiose o ai ricevimenti oltre al divieto di fermarsi in piedi davanti a bar e ristoranti.

Probabili novità anche sul fronte della gestione sanitaria, con la riduzione della quarantena a dieci giorni e la scomparsa del doppio tampone per la conferma della negatività del paziente.

Quando verrà varato il nuovo Dpcm

Stando a quanto si apprende da fonti governative, si sarebbero riunite le Regioni per un parere sulla proposta di Dpcm che è stata preparata nel corso della riunione dei capi delegazione a Palazzo Chigi. Il premier Conte potrebbe subito dopo varare il nuovo provvedimento.

Si ritiene che possa accadere nel corso della nottata. Oltre allo stop ai locali alle 24, nel testo “non è prevista la didattica a distanza,neppure per le Scuole superiori”. Invece per quanto riguarda le norme anticontagio c’è una “una forte raccomandazione di evitare feste nelle abitazioni private e di ricevere più di 6 persone non conviventi”.

Stop alle gite scolastiche

Tra le possibile misure che stanno trapelando in queste ultime ore c’è anche lo stop alle gite scolastiche, alle attività didattiche fuori sede e ai gemellaggi.

La proposta è stata avanzata nel corso della cabina di regia con i rappresentanti della regioni e degli enti locali, ma non è ancora chiaro se verrà ufficializzata questa sera con la prevista firma del Dpcm. Stop inoltre anche agli sport di contatto a livello amatoriale come calcetto e basket, ma non per le società dilettantistiche, affiliate a delle federazioni, che adottano protocolli di sicurezza.

Si valuta inoltre anche un probabile obbligo di chiusura dei bar alle ore 21, oltre alla raccomandazione a indossare la mascherina anche in casa se si è con persone non convivente e a non organizzare feste a domicilio oltre alle sei persone.

Escluso un lockdown generalizzato

In merito a un eventuale ritorno al lockdown, il presidente del Consiglio ha ritenuto di escludere una nuova chiusura generalizzata come quella già vista durante il picco della pandemia a marzo e aprile: “Siamo molto avanti, stiamo facendo un numero impressionante di test, potremo ridurre anche la quarantena, introdurre nuovi test, abbiamo adottato tutte le misure necessarie. Se poi questa curva dovesse proprio risalire possiamo prevedere qualche lockdown circoscritto territorialmente ma non più generalizzato su tutto il territorio nazionale”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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ey009 siggnorine e petronilli xona
13 Ottobre 2020 01:11

dante testimone

Adriano
13 Ottobre 2020 09:55

meno male che si tratta di chiacchiere di giornalisti, se no pensare ad un matrimonio di 10 invitati significa non invitare manco i propri genitori e di fare a meno dei testimoni.. di fatto non si sposerebbe più nessuno, le parrocchie chiudono per fallimento, ristoranti pure e la gente arrabbiata, che non è libera di stare manco sul marciapiede fuori di un bar, alla fine romperà la testa a qualche politico.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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