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Pos, i falsi miti da sfatare: in Italia commissioni in linea con il resto d'Europa

Commissioni Pos

Pos e contanti, i falsi miti da sfatare sui pagamenti digitali: in Italia le commissioni sono in linea con il resto d'Europa

In Italia pagare con il Pos non costa più del contante e le commissioni applicate sui pagamenti con carta sono in linea con quelle di tutta Europa.

Sembra non tornare qualcosa rispetto alla scelta del Governo Meloni di esentare dalle multe chi rifiuta i pagamenti digitali al di sotto dei sessanta euro. Vediamo di capire meglio.

I pagamenti con carta sono in crescita

Secondo una stima del Politecnico di Milano, potrebbero superare il 40% del totale speso dagli italiani, ammontando a una cifra totale di quasi 400 miliardi di euro. Verso un cinquanta e cinquanta con la cartamoneta.

Si abbassa anche in Italia la cifra media dei pagamenti digitali, che è adesso all’incirca di 47,50 euro (24esimi su 27 nella classifica europea): questo significa che stanno diventando sempre più comuni e preferiti all’utilizzo del contante anche per spese ordinarie, che non siano necessariamente legate a costi elevati.

Pos: canone, commissione e prezzo d’attivazione

Sebbene il pagamento digitale sia da preferire già solo per ciò che concerne la lotta all’evasione fiscale, resta aperta la questione dei costi: dietro l’utilizzo del Pos, ci sono un canone, una commissione e un prezzo d’attivazione.

A settembre in Italia si stimavano costi variabili tra l’1,4% e l’1,7% tra bancomat e carte, un punto percentuale in meno rispetto allo scorso anno. Sembra, quindi, che il livellamento con il contante abbia preso la strada giusta e che diventino sempre meno le ragioni per cui fare a meno di pagare col digitale.