Il 14 agosto del 2018, il crollo del Ponte Morandi a Genova ha provocato 43 vittime, lasciando un segno indelebile nella città e nel paese. Oggi, a otto anni di distanza, il tribunale di Genova ha emesso la sentenza di primo grado per i 57 imputati, tra cui ex vertici di Aspi e Spea accusati di omicidio colposo plurimo e crollo colposo.
Le condanne principali
L’ex amministratore delegato di Aspi, Giovanni Castellucci è stato condannato a 12 anni di reclusione. La procura aveva richiesto 18 anni e 6 mesi. Tra gli altri imputati, Mauro Coletta ex direttore vigilanza sulle concessioni autostradali del Mit ha ricevuto una condanna di 5 anni. La procura aveva chiesto un totale di 400 anni di reclusione per tutti gli imputati.
Le reazioni delle vittime
Egle Possetti, presidente del Comitato in ricordo delle vittime del Ponte Morandi ha espresso le sue aspettative prima della lettura del verdetto: “Ovviamente noi ci aspettiamo delle condanne. Se non ci fossero condanne sarebbe una grandissima sconfitta anche per la prevenzione futura.” Possetti ha sottolineato la necessità di un cambiamento nella gestione della manutenzione delle infrastrutture: “Vogliamo un cambio di passo sui lavori di manutenzione.
In Italia purtroppo la prevenzione viene vista sempre come un costo e mai come un investimento.”
La presidente del comitato ha anche condiviso il suo dolore personale: “Ho perso mia sorella, i suoi due figli, mio cognato e un cagnolino. È da lì che è partita la volontà di fare in modo che possano avere giustizia e che le loro morti non siano state invano.”
Il processo e le accuse
Il processo ha visto 112 capi di imputazione per i 57 imputati. Tra questi, ci sono ex dirigenti di Aspi e Spea, accusati di aver trascurato la manutenzione del ponte. La tragedia del 14 ha scosso l’Italia, portando alla luce gravi carenze nella gestione delle infrastrutture autostradali.
Il presidente del collegio giudicante, Paolo Lepri ha annunciato che la sentenza sarebbe stata letta alle 14. Dopo l’ultima udienza, i giudici si sono ritirati in camera di consiglio per deliberare. La sentenza rappresenta un passo cruciale verso la giustizia per le vittime e le loro famiglie.
