La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha tenuto un panel a Bruxelles sulla tutela dei minori online, insieme alla ricercatrice Maria Melchior e allo psichiatra infantile Jörg Fegert. Il messaggio principale è stato chiaro: i social media non sono un giocattolo e l’accesso dei bambini a queste piattaforme deve essere regolamentato.
Von der Leyen ha sottolineato che in Europa sono i genitori a crescere i figli, non gli algoritmi predatori.
Ha paragonato l’accesso ai social media a quello alle automobili o all’alcol, sottolineando la necessità di un’età minima legale. La presidente ha annunciato che la Commissione Europea presenterà una proposta per regolare l’accesso alle piattaforme dopo l’estate.
Gli effetti negativi dei social media sui giovani
Durante il panel, Von der Leyen ha evidenziato gli effetti negativi dell’uso dei social media da parte dei giovani.
Ha citato dati preoccupanti: i giovani trascorrono dalle 4 alle 6 ore al giorno davanti agli schermi, il che equivale a 20 anni della loro vita. Inoltre, quasi il 60% dei bambini piccoli ha sperimentato problemi emotivi e psicosociali online.
La presidente ha anche parlato delle conseguenze negative dell’uso eccessivo dei social media, come la perdita di sonno, la depressione, l’ansia e il cyberbullismo.
Ha sottolineato che tutto ciò accade mentre il cervello dei bambini è in fase di sviluppo, rendendo ancora più urgente l’adozione di misure di protezione.
La responsabilità delle piattaforme
Von der Leyen ha ricordato che le piattaforme devono assumersi la responsabilità della sicurezza dei propri servizi. Ha citato il Digital Services Act che impone alle aziende di garantire la sicurezza dei loro prodotti. Ha fatto riferimento ai procedimenti avviati contro TikTok e Meta per il design delle loro piattaforme, ritenuto capace di creare dipendenza.
Funzionalità come la riproduzione automatica, lo scorrimento infinito dei feed, i consigli personalizzati e le notifiche push sono state indicate come fattori che alimentano l’uso compulsivo dei social media. Von der Leyen ha sottolineato che queste funzionalità contribuiscono ad abitudini malsane e all’uso eccessivo delle piattaforme.
L’approccio graduale proposto dall’UE
La presidente della Commissione Europea ha proposto un approccio graduale all’avvicinamento ai social media. Ha suggerito che fino ai tre anni non ci dovrebbe essere alcun accesso ai social media. Dai 3 ai 13 anni, l’accesso dovrebbe essere supervisionato da genitori, tutori o insegnanti, con limiti di tempo ben definiti.
Dai 13 anni in poi, l’accesso dovrebbe essere graduale, a seconda delle prove fornite dalle piattaforme che attestino la loro adeguatezza all’età e la sicurezza per gli adolescenti. Von der Leyen ha ribadito che l’accesso illimitato ai social media condannerebbe un’altra generazione a danni psicologici, dipendenza e sofferenza.
Tuttavia, ha affermato che quando si tratta di sicurezza, ne vale sempre la pena.
