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Protesta universitaria a Montecitorio: il governo atteso rimane assente

Protesta universitaria a Montecitorio: il governo atteso rimane assente

Le universitarie hanno eretto tende a Montecitorio chiedendo un intervento governativo; il dibattito è acceso e le richieste rimangono irrisolte.

Nel primo pomeriggio di ieri l’Unione degli Universitari ha cominciato a piantare tende nella piazza di Montecitorio e in numerosi atenei, lanciando una mobilitazione nazionale con il proclama “Cara Italia, quanto ci costi?”. Il gesto vuole far emergere il costo della vita universitaria la crisi delle politiche abitative e la percezione che il diritto allo studio sia diventato un prodotto commerciale.

Le strutture provvisorie si sono rapidamente trasformate in un punto di aggregazione per studenti, docenti e rappresentanti politici. Su Instagram, l’account ufficiale dell’UDI ha pubblicato il video di una studentessa che, con tono determinato, chiedeva al governo di avvicinarsi alle tende. La richiesta ha colto l’attenzione del deputato Giovanni Donzelli responsabile nazionale per il partito Fratelli d’Italia.

Le tende sotto Montecitorio: nascita e richieste concrete

Le tende, erette in pochi minuti, sono state fornite di carrelli con gli acquisti settimanali degli studenti: sacchetti di spesa, bottiglie di olio, abbonamenti ai trasporti, tutto per rendere visibile la fatica di dover scegliere tra cibo e libri. Tra i cartelli, spicca la frase “Non possiamo scegliere tra affitto e studio”, a cui si aggiungono richieste di borse di studio più ampie di alloggi gratuiti e di una riduzione dei costi di iscrizione, oggi intorno ai 1.800 euro.

Cara Italia, quanto ci costi?

Il motto della manifestazione racchiude le preoccupazioni di una generazione che, a differenza di decenni fa, deve affrontare un costo della vita in forte aumento: alimentari, carburante (+26,8%) e affitti che superano i 700 euro al mese in strutture private. Gli studenti chiedono almeno 7 miliardi di euro destinati al diritto allo studio nella prossima legge di bilancio, sottolineando il divario con la spesa militare, raddoppiata rispetto a quanto investito in istruzione.

Il confronto con Giovanni Donzelli: una risposta evasiva

Nel pomeriggio, una studentessa ha avvicinato Donzelli chiedendo un incontro immediato, suggerendo che le tende davanti a Montecitorio fossero un invito a dialogare. Il deputato ha risposto con tono distaccato: “Continuate ad aspettare. Non potete decidere alle 14:10 che qualcuno del governo venga a parlare. Non funziona così il mondo. Crescerete e capirete come funziona”. Dopo queste parole, Donzelli si è allontanato senza ulteriori commenti, lasciando gli studenti senza il riscontro sperato.

Reazioni politiche e richiesta di un tavolo di confronto

La protesta ha suscitato l’intervento di diverse forze politiche: la segretaria del PD Elly Schlein, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, il deputato M5S Antonio Caso, la deputata AVS Elisabetta Piccolotti e altri hanno espresso solidarietà. Sabrina Brizzola, coordinatrice nazionale dell’UDI, ha richiesto “un incontro urgente e la convocazione immediata di un tavolo con la ministra Anna Maria Bernini”. La proposta prevede l’ampliamento delle borse di studio, la reintroduzione del fondo per l’affitto e una revisione del Piano Casa, giudicato da alcuni “di cartone”.

Parallelamente, nella piazza adiacente, agricoltori con la CIA hanno manifestato contro l’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, creando un fronte unico contro il caro vita che colpisce tutti i cittadini, non solo gli studenti. La sinergia tra le due proteste ha rafforzato il messaggio: il governo deve intervenire ora, non tra dieci anni.

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