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“L’Italia apre le frontiere”, chi sta diffondendo questa bufala in Egitto (e perché)

“L’Italia apre le frontiere”, chi sta diffondendo questa bufala in Egitto (e perché)

Decreto flussi 2027, in Egitto circola la fake news dei 165mila posti di lavoro: cosa prevede davvero il piano italiano e quali sono i rischi per chi vuole trasferirsi.

“165mila posti di lavoro in Italia con stipendi allettanti“: è questa la promessa che sta circolando sui media e sui social egiziani, alimentando le speranze di migliaia di giovani. Ma dietro gli annunci si nasconde una rappresentazione fuorviante del decreto flussi 2027. Le quote previste dal governo italiano riguardano lavoratori di diverse nazionalità e non garantiscono assunzioni automatiche.

Ecco come nasce la fake news e quali sono i rischi per chi sogna di trasferirsi in Italia.

“L’Italia apre le frontiere”, chi sta diffondendo questa bufala in Egitto (e perché)

«L’Italia apre le frontiere agli egiziani: 165 mila posti di lavoro disponibili». È con questo annuncio che diverse testate e pagine social egiziane stanno presentando le opportunità di ingresso in Italia per il 2027.

Un messaggio che rischia di alimentare aspettative infondate tra migliaia di giovani intenzionati a lasciare il proprio Paese per cercare un’occupazione in Europa. Il dato numerico, tuttavia, è stato estrapolato dal suo contesto: il governo italiano ha effettivamente programmato nuovi ingressi per lavoratori stranieri, ma non ha messo a disposizione 165.850 impieghi destinati esclusivamente ai cittadini egiziani.

A ricostruire la vicenda è stata l’agenzia di stampa Agenzia Nova, che ha documentato la diffusione di contenuti fuorvianti su siti d’informazione e social network. Tra le testate coinvolte figura Egypt Telegraph, che ha presentato il programma italiano come un’apertura delle frontiere agli egiziani. Il quotidiano Al Wafd ha rilanciato un messaggio analogo, mentre il portale Awan Masr ha pubblicizzato «165 mila opportunità di lavoro con stipendi allettanti». Anche Shbabbek, sito rivolto soprattutto a giovani e studenti, ha dedicato spazio alle modalità per trasferirsi in Italia.

La campagna ha raggiunto anche Facebook e altre piattaforme social. La pagina Al Murasel ha pubblicato una fotografia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni accompagnata dalla frase «La porta è aperta a tutti gli egiziani». Al Masry Media ed Egypt Telegraph hanno diffuso grafiche simili, contribuendo a far circolare l’annuncio al di fuori degli articoli originali. Una comunicazione che, attraverso titoli accattivanti e immagini di forte impatto, rischia di far passare per un’opportunità immediata quello che è invece un procedimento soggetto a regole precise.

In alcuni casi, le spiegazioni contenute negli stessi articoli ridimensionano le promesse suggerite dai titoli. Le quote riguardano infatti cittadini di numerose nazionalità e non garantiscono automaticamente né un’assunzione né il rilascio di un visto. Sada el Balad, invece, ha descritto il provvedimento come un programma generale per l’ingresso di lavoratori stranieri. La differenza tra le formulazioni è significativa: sui social, dove spesso vengono condivise soltanto le immagini o le prime righe di una notizia, le precisazioni rischiano di non raggiungere lo stesso pubblico del messaggio iniziale.

Decreto flussi, quanti ingressi sono previsti e perché bisogna fare attenzione

La base reale della notizia è il decreto flussi, il programma con cui l’Italia stabilisce il numero massimo di cittadini stranieri che possono entrare regolarmente per motivi di lavoro. La programmazione per il triennio 2026-2028 prevede 497.550 ingressi complessivi: 164.850 nel 2026, 165.850 nel 2027 e 166.850 nel 2028. Le indicazioni operative per il prossimo anno sono state diffuse attraverso la circolare interministeriale numero 7185 del 1° ottobre 2026.

Per il 2027, le quote sono suddivise in diverse categorie: 89mila ingressi per lavoro stagionale, prevalentemente nei comparti agricolo e turistico; 76.200 per lavoro subordinato non stagionale, di cui 14mila destinati all’assistenza familiare; e 650 per lavoro autonomo. Si tratta di contingenti massimi autorizzabili, non di altrettanti contratti già pronti per essere assegnati. L’effettivo ingresso dipende dalle richieste presentate, dalla disponibilità dei datori di lavoro e dal completamento delle verifiche previste dalla normativa.

I cittadini egiziani, come sottolineato dall’Agenzia Nova, possono partecipare ad alcune procedure, nell’ambito dei rapporti di cooperazione migratoria tra Italia ed Egitto. Questo non significa, però, che l’intero contingente sia riservato a loro. Per il lavoro subordinato non stagionale, ad esempio, una quota complessiva di 25mila ingressi nel 2027 è destinata ai cittadini di diversi Paesi, tra cui Egitto, Marocco, Tunisia, Algeria, Bangladesh, India e Pakistan.

Anche l’iter per ottenere un impiego richiede passaggi obbligatori. In via ordinaria, è il datore di lavoro in Italia a presentare la domanda per il nulla osta all’assunzione. Una volta ottenute le autorizzazioni necessarie, il lavoratore può richiedere il visto alla rappresentanza diplomatica o consolare italiana competente. La precompilazione delle domande è prevista dal 23 ottobre 2026, mentre l’invio effettivo è programmato in quattro date comprese tra il 12 gennaio e il 18 febbraio 2027, a seconda della categoria professionale.

Dunque, per chi desidera trasferirsi in Italia, le informazioni devono essere controllate attraverso i canali istituzionali e le procedure ufficiali, diffidando da chi promette un visto o un contratto garantito in cambio di pagamenti anticipati.

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