Negli ultimi mesi, le incursioni dei ribelli Houthi hanno colpito il traffico commerciale nel Mar Rosso, creando preoccupazione a livello globale. L’attacco più recente ha visto colpiti navi mercantili che transitavano nello stretto di Bab al-Mandab un passaggio cruciale per il trasporto di petrolio e merci verso l’Europa. Le perdite economiche, insieme al rischio di escalation militare, hanno spinto le potenze regionali a chiedere un’immediata risposta coordinata da parte della comunità internazionale.
In risposta a queste tensioni, l’Unione Europea aveva già lanciato la missione Aspides una operazione navale dedicata alla protezione delle rotte marittime nel Mar Rosso e nello stretto di Bab al-Mandab. Tuttavia, la crescente intensità degli attacchi ha messo in luce la necessità di potenziare ulteriormente le risorse impiegate, sia in termini di navi da guerra sia di capacità di sorveglianza aerea.
Attacco degli Houthi: ripercussioni sullo stretto di Bab al-Mandab
L’ultimo attacco, avvenuto a seguito di un lancio di missili contro una nave cargo, ha evidenziato vulnerabilità strutturali nella difesa della zona. Le autorità saudite hanno segnalato che il danno materiale è stato considerevole, ma soprattutto la minaccia a un’intera catena logistica ha suscitato allarme tra gli operatori del commercio internazionale.
Il Mar Rosso, infatti, è responsabile di più del 10% del traffico marittimo mondiale e lo stretto di Bab al-Mandab rappresenta il punto di passaggio più stretto fra l’Oceano Indiano e il Mediterraneo.
Le autorità locali hanno denunciato anche il rischio di un “effetto domino”, in cui l’interruzione della rotta potrebbe indurre le compagnie di navigazione a deviare verso percorsi più lunghi e più costosi, incidendo sui prezzi dell’energia e delle materie prime. Inoltre, l’ambiente marino della zona, fragile e biodiverso, rischia di subire impatti negativi in caso di incidenti petroliferi derivanti da attacchi.
Arabia Saudita sollecita l’Unione Europea a rafforzare Aspides
Durante un incontro bilaterale, il rappresentante saudita ha trasmesso all’alto rappresentante dell’UE, Kaja Kallas le proprie consolate e, soprattutto, la richiesta esplicita di aumentare la capacità operativa della missione Aspides. Il messaggio principale è stato quello di unire le forze per mantenere aperto lo stretto, evitando che ulteriori aggressioni dei Houthi possano trasformare la rotta in una zona di guerra commerciale.
Secondo le fonti diplomatiche, la controparte saudita ha sottolineato la necessità di più navi da guerra, equipaggiamenti di difesa elettronica e una maggiore presenza di aerei di pattuglia. Inoltre, è stata avanzata l’idea di integrare il coordinamento con le forze navali dei paesi del Golfo, al fine di creare un “scudo marittimo” più efficace e condiviso.
Kaja Kallas ribadisce l’impegno dell’UE al Consiglio degli Affari Esteri di Lussemburgo
Arrivata al Consiglio degli Affari Esteri di Lussemburgo, Kaja Kallas ha dichiarato che l’Unione Europea prende molto seriamente le preoccupazioni della Arabia Saudita. Ha assicurato che i responsabili della missione Aspides stanno valutando un potenziamento delle risorse, sia in termini di unità navali sia di capacità di intelligence condivisa. La rappresentante ha inoltre sottolineato che l’UE è pronta a coordinare ulteriori esercitazioni congiunte con i partner del Golfo per garantire una risposta rapida e decisiva.
Nel suo intervento, Kallas ha anche evidenziato l’importanza di una “presenza costante” nello stretto, ricordando che la libertà di navigazione è un principio cardine del diritto internazionale. Ha concluso invitando tutti gli stati membri a valutare le proprie capacità e a contribuire, nei modi più appropriati, al successo della missione Aspides al fine di tutelare la sicurezza dei commerci mondiali e la stabilità della regione.
