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Putin punta alla resa politica dell’Europa con la guerra in Ucraina

Putin punta alla resa politica dell’Europa con la guerra in Ucraina

La Russia concentra gli attacchi su Kiev ma punta a logorare politicamente l’Europa, alimentando timori in Germania.

Ogni notte i cieli di Kiev sono attraversati da una pioggia di drone e missili russi, una tattica che mira a confondere e a prosciugare la volontà della popolazione civile. In un solo venerdì di fine settembre la capitale ha registrato dieci allarmi aerei, che hanno occupato quasi nove ore e provocato sette vittime. Solo il giorno successivo gli allarmi sono durati più di diciotto ore, con tre morti aggiuntive.

Questi dati, ora ricorrenti, mostrano come la guerra di logoramento sia diventata la norma.

Stagnazione militare russa e l’obiettivo di una vittoria politica

Il direttore dell’IRIS Nico Lange, sottolinea che, nonostante l’intensità degli attacchi aerei, le forze armate di Mosca non stanno guadagnando terreno sul campo di battaglia.

La mancanza di progressi concreti ha spinto il Cremlino a puntare su una vittoria di tipo politico, sperando che la crescente esitazione dei partner occidentali consenta a Vladimir Putin di dichiarare una sorta di “trionfo” diplomatico.

Il ruolo della paura di escalation in Germania

Il timore di un’escalation più ampia ha indotto la Germania a un comportamento cauto, rifiutando la fornitura di alcuni sistemi d’arma cruciali e mantenendo una posizione relativamente passiva nei confronti della cosiddetta “sombra” della flotta russa nel Mar Baltico.

Questa esitazione, secondo Lange, costituisce un “lampo di opportunità” per Mosca, che spera di indebolire l’alleanza transatlantica senza dover affrontare un confronto diretto.

Propaganda russa e frattura dell’opinione pubblica tedesca

Un’indagine condotta da ARD-DeutschlandTrend rivela che il 42 % dei residenti in Germania si oppone alla fornitura di armi all’Ucraina, percentuale che sale al 54 % nelle regioni orientali, i livelli più alti mai registrati. Questa recessione del consenso è alimentata da una campagna di disinformazione orchestrata da Mosca, che utilizza media locali e figure politiche per seminare dubbio.

Partiti come l’AfD hanno amplificato false notizie, ad esempio sostenendo che il leader della CDU, Friedrich Merz, intenda inviare giovani tedeschi al fronte ucraino. Propaganda simile è apparsa nei manifesti elettorali della BSW in Sassonia-Anhalt, dove il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è dipinto come un “predatore” e l’aiuto occidentale è descritto come un “racket”. Questi messaggi, sebbene non provengano direttamente da Mosca, servono al suo scopo di creare divisione.

Finanziamento: l’elemento decisivo del conflitto

Secondo l’esperto militare Gustav Gressel, la chiave per capire l’esito della guerra risiede nei flussi finanziari. La Russia sostiene i propri combattenti con premi consistenti, ma la stessa strategia genera un pesante debito “sotto il tavolo”. Le controffensive ucraine contro raffinerie e infrastrutture petrolifere russe colpiscono proprio la spina dorsale del finanziamento russo.

In parallelo, l’Ucraina dipende ancora fortemente dal supporto monetario e militare dell’Occidente. Qualsiasi riduzione di tale aiuto metterebbe a rischio la capacità di resistenza del paese, potenzialmente costringendo milioni di civili a cercare rifugio in Europa. La situazione,

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