> > Voto del 27 ottobre in Israele: Netanyahu contro Eisenkot e il futuro del con...

Voto del 27 ottobre in Israele: Netanyahu contro Eisenkot e il futuro del conflitto

Voto del 27 ottobre in Israele: Netanyahu contro Eisenkot e il futuro del conflitto

Le elezioni israeliane del 27 ottobre metteranno a dura prova il futuro della guerra permanente e la stabilità della coalizione di Netanyahu.

Il 27 ottobre gli elettori israeliani si apprestano a rinnovare la Knesset dopo tre anni segnati da un conflitto esteso, un attacco terroristico del 7 ottobre 2023 e una serie di operazioni militari nella Striscia di Gaza. Per la prima volta in questo periodo, la popolazione sarà chiamata a giudicare la gestione della crisi da parte del premier Benjamin Netanyahu e a decidere se la sua politica di “guerra permanente” avrà ancora spazio nella prossima legislatura.

Netanyahu contro Eisenkot: le due visioni di sicurezza

Benjamin Netanyahu capo del Likud, ha ribadito che, se riconfermato, proseguirà con la strategia di pressione militare continua contro hamas e gli altri gruppi armati palestinesi. Parallelamente, deve far fronte a un procedimento penale per corruzione che, secondo alcuni analisti, mette a rischio la sua libertà personale oltre che la sopravvivenza politica.

Gadi Eisenkot ex capo di Stato maggiore, guida il partito Yashar e si presenta come una figura altrettanto militare ma più incline a riaprire i canali diplomatici. Le sue dichiarazioni indicano una disponibilità a rinegoziare alcuni aspetti del conflitto, pur mantenendo un forte accento sulla sicurezza nazionale.

Le minoranze elettorali: il peso decisivo degli arabi israeliani

Gli elettori arabi, che costituiscono circa il 20% della popolazione, hanno tradizionalmente un tasso di partecipazione più basso rispetto alla media nazionale. Nelle elezioni precedenti, l’affluenza era del 53%. Questa volta, la coalizione di sinistra sta tentando di mobilitare questi elettori, consapevole che anche un piccolo scambio di seggi può alterare significativamente la composizione della Knesset, dove occorrono 61 posti per una maggioranza assoluta. Un caso emblematico è quello di Yoav Segalovitz, ex parlamentare di Yesh Atid, che ha deciso di candidarsi con il partito arabo Ra’am, in segno di un desiderio di superare la spaccatura tra ebrei e arabi e promuovere una cittadinanza condivisa.

Gaza e Cisgiordania: le questioni in sospeso

Con oltre 73.000 morti e più di 150.000 feriti nella Striscia di Gaza, la situazione umanitaria resta catastrofica. L’Unicef segnala che più di 58.000 bambini hanno perso entrambi i genitori e 17.000 sono attualmente classificati come non accompagnati. Qualunque governo emerga dalle urne dovrà confrontarsi con il difficile compito di definire una strategia post-conflitto, un tema ancora irrisolto dal precedente Board of Peace promosso da Donald Trump. Parallelamente, in Cisgiordania, la politica di annessione di fatto guidata da figure come il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich continua a espandere gli insediamenti, riducendo la possibilità di un futuro Stato palestinese. Le organizzazioni per i diritti umani denunciano l’aumento di recinzioni, checkpoint e pressioni sulle comunità palestinesi.

Le dinamiche della coalizione di destra

Il futuro di Netanyahu dipende anche dalla capacità di mantenere unita la coalizione di destra, in cui la fazione nazional-religiosa ha acquisito un peso decisivo. Questa corrente sostiene il principio di “massimo territorio con minima popolazione”, una formula che mira a trasformare la Cisgiordania in una zona sotto piena sovranità israeliana, riducendo drasticamente la presenza araba. Se il primo ministro dovesse perdere il voto, la sua coalizione rischierebbe di frammentarsi, aprendo spazio a una possibile coalizione di centro-sinistra guidata da Eisenkot o da altre forze moderate.

Il risultato indicherà se Israele continuerà sulla rotta della guerra permanente o se prenderà la via di una rinegoziazione più ampia, con ripercussioni che potranno influenzare l’intero scenario mediorientale per gli anni a venire.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app