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Pucci rinuncia a Sanremo 2026: come mai il comico ha detto di no al Festival?

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Avrebbe dovuto essere il co-conduttore della terza serata della kermesse ma, nel giro di poche ore, il comico ha fatto marcia indietro.

Andrea Pucci avrebbe dovuto essere il co-conduttore della terza serata del Festival di Sanremo 2026, in programma dal 24 al 28 febbraio. Il comico milanese ha invece rinunciato. Ecco cosa è successo.

Andrea Pucci rinuncia a Sanremo 2026: cosa è successo

Dopo l’annuncio della presenza di Andrea Pucci come co-conduttore della terza serata del Festival di Sanremo 2026 sono scoppiate le polemiche.

Un’onda mediatica negativa, così viene definita dallo stesso comico milanese che si ha così decido di fare marcia indietro e rinunciare dunque a salire sul palco dell’Ariston accanto a Carlo Conti. Ma ecco le parole di Pucci su quanto accaduto e sulla sua scelta: “gli insulti, le minacce, gli epiteti, e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questo giorni sono incomprensibili ed inaccettabili.” Ringraziando Carlo Conti e la Rai, il comico ha deciso come detto di rinunciare alla co-conduzione: “nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più. Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio nel genere umano e io non ho mai odiato nessuno.”

Andrea Pucci rinuncia a Sanremo 2026: la solidarietà di Giorgia Meloni

Andrea Pucci ha fatto marcia indietro e ha deciso di non partecipare come co-conduttore al Festival di Sanremo 2026. Il comico ha anche rimosso la foto provocatoria con la quale aveva annunciato la sua presenza sul palco dell’Ariston. In passato ricordiamo che Pucci era già stato ospite di programmi Rai ma senza particolari polemiche ma, in questo caso, la portata dell’evento, ha scaturito un effetto diverso. Queste le parole di Giorgia Meloni su X su quanto accaduto: “fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui. E’ inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire sul palco. Ma anche questo racconta il doppiopesismo della sinistra, che considera ‘sacra’ la satira (insulti compresi) quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura contro coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide. La deriva illiberale della sinistra in Italia sta diventando spaventosa.”