Puigdemont: torno in Catalogna solo se vinco le elezioni
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Puigdemont: torno in Catalogna solo se vinco le elezioni

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Da Bruxelles, dove si trova ancora in esilio, il Presidente catalano ha fatto sapere che tornerà in Catalogna se vincerà le elezioni del 21 dicembre

Il Presidente destituito catalano, Carles Puigdemont fa sapere che tornerà a Barcellona in qualità di Presidente della regione solo se il Fronte indipendentista vincerà le elezioni politiche in programma per il 21 dicembre 2017. A comunicare la decisione di Carles Puigdemont è il quotidiano Punt Avui, il quale ha raccolto la sua intervista dall’esilio a Bruxelles.

Puigdemont: torno solo se vinco

Il presidente catalano destituito Carles Puigdemont, inseguito da un mandato di cattura spagnolo, ha detto che solo se il fronte indipendentista vincerà le elezioni del 21 dicembre ritornerà a Barcellona quale candidato alla presidenza catalana.

Nell’intervista rilasciata al Punt Avui, Puigdemont afferma che “sarebbe una gravissima anomalia se mi presentassi e vincessi le elezioni. Ancora più strano sarebbe il fatto che io non potessi prendere possesso del seggio. Questo perché le idee con le quali ho vinto le elezioni sono considerate un reato dallo Stato”.

Il clima sembra farsi sempre più caldo man man che ci si avvicina alla data delle elzioni.

Circa dieci giorni fa avevamo assistito allo sciopero generale nazionale proclamato dagli indipendentisti a seguito del rifiuto di far presentare una lista unica indipendentista alle elzioni. I tre principali partiti sovranisti, allo scadere del termine fissato per legge per la presentazione di coalizioni, non raggiunsero un accordo per correre insieme.

I 10 “detenuti politici”, 8 membri del Governo di Puigdemont e due leader indipendentisti, dovrebbero essere candidati in liste diverse.

Puigdemont ancora in esilio

Puigdemont continua a lavorare dal Belgio. Nei giorni scorsi ha, infatti, annunciato la creazione di una “struttura stabile”, una sorta di governo ausiliario a Bruxelles. Questo sarebbe pronto a giocarsi la carta delle elezioni del prossimo 21 dicembre.

Tale struttura contribuirà “a denunciare la politicizzazione della giustizia spagnola, la sua mancanza di imparzialità e la sua volontà di perseguire le idee”.

In questa occasione il Presidente catalano destituito è tornato a denunciare “gli abusi di una Ue che ha appoggiato in maniera vergognosa le azioni repressive spagnole“. La situazone per l’ex presidente “è chiaramente contraria allo stato di diritto e all’ordinamento europeo.

La volontà di Puigdemont

“La nostra volontà è continuare a lavorare per costruire un Paese libero“, ha dichiarato.

“E il modo migliore di reagire per difendere le conquiste – ha aggiunto – è un’opposizione democratica all’articolo 155”.

Il Presidente destituito ha chiesto “pazienza, perseveranza e prospettiva” per continuare a portare avanti il suo piano indipendentista. “Dobbiamo preservarci da repressione e minacce – ha spiegato. Dobbiamo farlo senza abbandonare mai un atteggiamento civico e pacifico. Non vogliamo la ragione della forza“. “In una società democratica sono i Parlamenti a scegliere i governi – ha detto ancora Puigdemont.

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