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Putin: “Il rischio di una guerra nucleare sta aumentando. La Russia è pronta a difendersi”

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Nuovo affondo di Putin contro l’Occidente: il leader del Cremlino è certo che il mondo si prepari a vivere una guerra nucleare.

In occasione del suo intervento al Consiglio per i diritti umani della Russia, il presidente Vladimir Putin ha manifestato la convinzione che il mondo sia sempre più vicino a doversi misurare con una guerra nucleare.

Putin: “Il rischio di una guerra nucleare sta aumentando. La Russia è pronta a difendersi”

Il rischio di una guerra nucleare “sta aumentando” e la Federazione Russa intende le armi nucleari come uno “strumento di difesa” al quale ricorrere nel caso in cui fosse costretta a rispondere a un eventuale attacco perpetrato ai suoi danni. Sono le parole pronunciate dal presidente russo Vladimir Putin nella giornata di mercoledì 7 dicembre.

A stretto giro dopo le dichiarazioni pronunciate dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, il leader del Cremlino ha rilasciato nuove considerazioni sull’andamento della guerra in Ucraina. “Non siamo impazziti. Sappiamo cosa sono le armi nucleari, abbiamo questi mezzi che si trovano in uno stadio più sviluppato e moderno di qualsiasi altro Paese al mondo – ha detto –. Ma non abbiamo intenzione di agitare queste armi come un rasoio davanti a tutto il mondo.

Si tratta di un fattore di deterrenza”.

Putin ha anche affermato che la Russia ha intenzione di potenziare il suo ricorso a “mezzi pacifici” ma “se non resta altro è pronta a difendersi con tutti i mezzi a disposizione”.

Il futuro della guerra in Ucraina e l’affondo all’Occidente

Intervenendo al Consiglio per i diritti umani della Russia, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Ria Novosti,il leader del Cremlino ha precisato: “Non ha senso parlare di una nuova mobilitazione militare in Russia.

Dei 300mila mobilitati in Russia, 150mila sono stati schierati nella zona dell’operazione militare in Ucraina, e di questi 77mila si trovano nelle unità di combattimento”.

Facendo riferimento alle organizzazioni per i diritti umani che fanno capo all’Occidente, invece, ha asserito che queste sono state “create come strumento di influenza sulla politica interna della Russia e soprattutto di altri Paesi dell’ex Unione Sovietica”. A questo proposito, alludendo ai bombardamenti ucraini nelle aree residenziali del Donbass, ha tuonato che l’Occidente e le organizzazioni “non possono non essere a conoscenza” dei raid.

Infine, come riferito dalla Tass, Putin ha ribadito che “per quanto riguarda i risultati dell’operazione militare russa in Ucraina, potrebbe essere un processo lungo ma sono comparsi nuovi territori: questo è un risultato così significativo per la Russia”. E ha aggiunto: “Il mare di Azov è diventato un mare interno della Federazione Russa, queste sono cose serie”.