Il caso Alfonso Signorini coinvolge direttamente i colossi dei social network. Al centro della vicenda ci sono immagini, chat e video privati diffusi da Fabrizio Corona e la richiesta dei legali del conduttore Mediaset di rimuovere tutti i contenuti online.
Contrattacchi, diffamazione e tutela legale: il caso attorno a Alfonso Signorini
Il contrattacco di Corona non si è fatto attendere: “Ho cento testimonianze contro Signorini, pronte due denunce“, ha dichiarato.
I legali di Antonio Medugno, invece, hanno reagito a una dichiarazione critica di Aiello: “Le affermazioni volte a screditare il signor Medugno, definendolo “balordo” e attribuendogli condotte preordinate al solo fine di ottenere visibilità, sono di una gravità inaudita oltre ad essere diffamatorie e del tutto estranee al tono e al rispetto che dovrebbe dimostrare un avvocato“.
Secondo Cristina Morrone e Giuseppe Pipicella, “nessuna strategia difensiva può legittimare la diffamazione gratuita“, ricordando come chi esercita la professione forense debba “astenersi da qualsiasi affermazione idonea a screditare pubblicamente una presunta vittima di violenza sessuale“. Medugno, da parte sua, “si riserva ogni azione legale volta a tutelare la propria onorabilità e attende con serenità lo sviluppo delle indagini“.
“Immagine deturpata, rimuovere tutto”. Signorini, l’annuncio degli avvocati ai Big del web
Anche i giganti del web finiscono sotto i riflettori per il caso che coinvolge Alfonso Signorini. Gli avvocati del conduttore e giornalista, Daniela Missaglia e Domenico Aiello, hanno inviato una lettera ufficiale a piattaforme come Facebook, YouTube, Instagram, TikTok e Google, chiedendo la rimozione di immagini, video e chat diffuse dal programma Falsissimo di Fabrizio Corona.
Come riportato dal Corriere, nella missiva i legali accusano i giganti di Internet di aver “consentito gravi crimini e condotto gli effetti di tali illeciti a dimensioni incommensurabili, rendendo le conseguenze irreversibili“, riferendosi alla condivisione di contenuti privati da parte di Corona.
Secondo Missaglia e Aiello, l’immagine di Signorini “è irrimediabilmente deturpata dall’illecita, ripetuta, artefatta diffusione di conversazioni e immagini attinenti la sfera privata più intima e personale“. La richiesta è chiara: bloccare la circolazione di tutti i materiali pubblicati e impedire la messa in onda di future puntate, in quanto la diffusione viola la privacy e alimenta il guadagno dei provider a scapito della reputazione del loro assistito.