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Roanoke, la "colonia perduta" nella Carolina del Nord

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La misteriosa storia A Roanoke Island, in Virginia (attualmente Carolina del Nord), si insediò al tempo di Elisabetta I la seconda colonia inglese nel Nord America dopo quella di  San Giovanni di Terranova, costituita nel 1583. La sovrana affidò il finanziamento e l’organizzazione dell’im...

La misteriosa storia

A Roanoke Island, in Virginia (attualmente Carolina del Nord), si insediò al tempo di Elisabetta I la seconda colonia inglese nel Nord America dopo quella di San Giovanni di Terranova, costituita nel 1583.

La sovrana affidò il finanziamento e l’organizzazione dell’impresa tra il 1585 e il 1591 al suo favorito, il navigatore, corsaro e poeta Walter Raleigh – lo stesso che ribattezzò lo Stato americano “Virginia” in onore della regina, passata alla storia come “la Regina Vergine” perché non si sposò mai -. Egli tentò la colonizzazione due volte, la prima delle quali il 9 aprile del 1585: la spedizione era guidata dall’esploratore Ralph Lane e dal corsaro, navigatore e politico Richard Grenville, che dovettero vedersela con la resistenza dei nativi americani e con la scarsità di cibo.

Nel giugno 1586, l’ultimo conflitto con i cosiddetti indiani fu vinto dagli inglesi, i quali però, stremati, decisero di tornare in patria su invito di Francis Drake. Lasciarono un gruppo di uomini a difesa del forte che avevano costruito e in seguito organizzarono una seconda spedizione nella Baia di Chesapeake; spedizione alla cui testa Raleigh mise l’amico artista John White – che aveva già partecipato alla prima -, nominandolo poi Governatore del posto.

Arrivarono il 22 luglio 1587, trovando soltanto i resti di una guarnigione britannica. Nonostante ciò il comandante della flotta, Simon Fernandez, ordinò lo sbarco e White ristabilì i rapporti con le tribù native, meno che con quelle nemiche. Poco tempo dopo, però, un colono di nome George Howe venne ucciso da un nativo mentre era a caccia di granchi e, impauriti, i coloni chiesero a White di poter rimpatriare e chiedere aiuto, vista la difficile situazione.

Il governatore acconsentì, lasciando però 115 di loro sul posto, compresi sua figlia Eleanor e suo genero Ananias Dare: la loro figlia, Virginia, fu la prima bambina inglese nata sul suolo americano.

A quell’epoca l’Inghilterra era in guerra con la Spagna e White potè far ritorno, con rinforzi e rifornimenti, soltanto nell’agosto 1590, ma non trovò anima viva né prova che vi fosse stato alcun combattimento con i nativi.

Sembrava che la colonia fosse stata smantellata senza problemi, ma dov’erano finiti i coloni? Su un albero John White trovò le scritte “CROATOAN” (oppure semplicemente “CRO”), perciò ritenne che i coloni di Roanoke dovessero essersi trasferiti sull’omonima isola (oggi Hatteras), ma non potè appurarlo, perché era in arrivo un temporale e i suoi uomini si rifiutarono di muoversi. Il destino dei coloni non fu mai chiarito – gli studiosi stanno ancora indagando con l’aiuto delle moderne tecnologie e di una mappa disegnata dallo stesso White –, tuttavia probabilmente si integrarono con i nativi o furono da questi massacrati, dato che in generale i rapporti con gli invasori inglesi comprensibilmente non erano buoni. Il sito dell’antico insediamento coloniale è una delle principali attrazioni turistiche dell’isola, la cui inquietante vicenda ha ispirato la sesta stagione della serie horror American Horror Story, del regista Ryan Murphy.

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