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Sanremo 2026 quarta serata: tutti i duetti, le cover e gli abbinamenti più attesi

scaletta della quarta serata di sanremo 2026 duetti cover e sorprese 1772191288

Riepilogo delle performance della serata dedicata ai duetti e alle cover al Festival di Sanremo 2026, con abbinamenti, atmosfere e protagonisti

La quarta serata del Festival di Sanremo 2026 è dedicata alle cover e ai duetti: un momento nel quale ogni artista sfida la memoria collettiva reinterpretando brani noti in compagnia di ospiti scelti per creare dialoghi vocali e stilistici. Sul palco dell’Ariston si alternano proposte che vanno dal pop internazionale agli standard jazz, fino alle canzoni d’autore italiane, tutte valutate dalle tre giurie previste e dal televoto.

Questa serata non è una semplice esibizione: è un confronto con canzoni che hanno segnato decenni, un banco di prova per originalità e capacità interpretativa. Accanto ai conduttori Carlo Conti e Laura Pausini, la presenza di ospiti e momenti speciali arricchisce la scaletta e mette in luce scelte creative spesso sorprendenti.

Il senso della serata e la formula di valutazione

La formula della serata prevede che i 30 Big in gara interpretino cover accompagnati da artisti ospiti, spaziando tra repertori molto differenti. Le performance vengono giudicate dalla Giuria della Sala Stampa tv e web, dalla Giuria delle Radio e dal televoto, che insieme determinano il vincitore della serata delle cover. Questo schema favorisce sia i momenti di spettacolo che le scelte più intime e narrative degli interpreti.

Ospiti e interventi speciali

Tra gli ospiti che hanno animato la serata si segnala la partecipazione di Bianca Balti, che condivide il suo percorso personale dopo le cure per il tumore ovarico, e la performance di Francesco Gabbani in Piazza Colombo. Questi inserti creano pause emotive e diversificano il ritmo della serata, alternando musica e testimonianze.

Le performance più rilevanti: sintesi delle cover

La serata ha proposto un ventaglio vario di abbinamenti: dalla versione corale di un classico all’incontro tra generazioni e stili diversi. Ecco i principali duetti e le scelte interpretative, ognuna pensata per mettere in luce un aspetto diverso del brano originale.

Riletture di classici italiani

Arisa ha scelto Quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia, affiancandosi al coro del Teatro Regio di Parma per creare una resa corale e intensa. Fulminacci, invece, ha optato per Parole Parole di Mina con la partecipazione non convenzionale della giornalista Francesca Fagnani, giocando sull’effetto teatrale tra canto e parola.

Altri momenti hanno visto accostamenti inediti: Enrico Nigiotti ha rivisitato En e Xanax di Samuele Bersani con Alfa, fondendo sensibilità d’autore e sonorità urbane; Francesco Renga e Giusy Ferreri hanno duettato su Ragazzo solo, ragazza sola (la versione italiana collegata a David Bowie), creando un contrappunto tra vocalità diverse.

Incontri trasversali e ritmo

La serata ha anche puntato sul divertimento e sull’impatto visivo: Elettra Lamborghini ha portato sul palco Aserejé insieme a Las Ketchup, trasformando l’Ariston in un momento festoso; Le Bambole di Pezza hanno proposto Occhi di gatto con Cristina D’Avena, miscelando nostalgia e vitalità punk-pop.

Performance dallo stampo ritmico hanno visto LDA e Aka 7even affiancare il maestro Tullio De Piscopo in Andamento lento, con un dialogo fra groove storico e approcci contemporanei, mentre J-Ax ha coinvolto il collettivo Ligera County Fam in una versione energica di E la vita, la vita di Cochi e Renato.

Momenti di sperimentazione e jazz

La serata non ha trascurato le contaminazioni: Ditonellapiaga e Tonypitony hanno reinterpretato lo standard The Lady is a Tramp giocando con swing e modernità, mentre Ermal Meta, insieme a Dardust, ha scelto un brano internazionale contemporaneo, Golden Hour di Jvke, per creare un’atmosfera cinematica e riflessiva.

Dialoghi fra generazioni

Più volte il palco è stato teatro di incontri fra voci di diversa esperienza: Dargen D’Amico ha duettato con Pupo in Su di noi, mentre Leo Gassmann e Aiello hanno rivisitato l’intensità di Era già tutto previsto di Riccardo Cocciante. Questi abbinamenti mostrano come i brani possano vivere nuove età interpretative grazie a timbri e arrangiamenti differenti.

Infine, momenti intimisti come la versione di Mi sono innamorato di te di Luigi Tenco proposta da Chiello con Saverio Cigarini al pianoforte hanno equilibrato la scaletta, ricordando l’importanza della forma canzone e della resa vocale priva di artifizi.

Bilancio e spunti finali

La quarta serata del Festival ha confermato la forza delle cover come strumento per rileggere il patrimonio musicale: dalle riletture corali alle reinvenzioni urban, ogni performance ha offerto uno sguardo diverso sui brani scelti. La gara prosegue e le votazioni di stasera influiranno sulla classifica generale, ma soprattutto rimarranno nella memoria del pubblico per gli abbinamenti più riusciti e le sorprese interpretative.

Chi sarà il vincitore della serata delle cover lo diranno il pubblico e le giurie, ma il risultato meno misurabile rimane l’impatto emotivo: quando una canzone storica viene reinterpretata, si crea sempre una nuova forma di dialogo fra passato e presente.