Continuano le proteste degli autotrasportatori al Sud Italia, proteste che stanno causando anche un rallentamento della produzione di pasta. I dettagli.
Proteste al Sud Italia: scaffali vuoti nei supermercati
Proseguono le proteste degli autotrasportatori al Sud Italia, con ripercussioni anche sugli approvvigionamenti di negozi e supermercati di molte regioni che in molti casi mostrano scaffali vuoti o vanno avanti grazie alle scorte di magazzino.
Sono diverse le regioni, come Puglia, Campania, Sicilia, Calabria e anche Lazio, dove scarseggiano i prodotti freschi, come uova, carne e latticini. Ma anche i banchi di frutta e verdura sono spesso vuoti. Le proteste di autotrasportatori, olivicoltori e panificatori, stanno dunque avendo conseguenze importanti sulla distribuzione dei prodotti agroalimentari in tutte le regioni del Sud, con la possibilità concreta che si estendano anche al Centro-Nord. Oltre a ciò, le proteste stanno causando anche un rallentamento della produzione di pasta: i marchi interessati.
Proteste al Sud Italia, rallenta la produzione di pasta: stop a due grandi marchi
Le proteste degli autotrasportatori e il conseguente blocco delle merci, stanno causando anche un rallentamento della produzione di pasta, uno dei prodotti più consumati dagli italiani. Per il pastificio Rummo questi blocchi stanno portando a “conseguenze non più sostenibili per la continuità dell’attività produttiva”.
Cosimo Rummo, presidente e ad dell’omonimo pastificio in un’intervista a Repubblica, ha rivelato che la produzione è allo stato ferma: “Ieri è stato per noi il primo giorno di stop, perché non arrivano camion né cisterne e abbiamo terminato anche le scorte. È ormai da una settimana che questa situazione va avanti. Mi risulta che quasi tutti i principali pastifici che si trovano in Puglia stiano incontrando difficoltà analoghe alle nostre. Questo significa che la maggior parte della produzione italiana di pasta è ferma o quasi”. Situazione difficile anche per il pastificio ‘La Molisana’ di Campobasso. Dall’azienda fanno sapere all’Ansa che la produzione è stata ridotta drasticamente, ma non sospesa. Si è infatti fatto ricorso alle scorte.
