Il crocevia diplomatico di Oslo è diventato la scena di una serie di incontri intensi volti a riavviare il processo di pace in Ucraina. L’ambasciatore speciale degli Stati Uniti, Steve Witkoff è arrivato nella capitale norvegese per confrontarsi direttamente con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre e rappresentanti di Regno Unito, Francia, Germania e Polonia, oltre a delegati dell’Unione Europea e della NATO.
Oslo: i protagonisti del tavolo di pace
Durante la giornata di martedì gli alti funzionari hanno discusso una serie di temi sensibili: dalla fornitura di sistemi di difesa antiaerea alla possibilità di scambio di prigionieri. L’incontro è stato caratterizzato da una nota di speranza espressa dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha dichiarato: “Ci auguriamo che un incontro possa essere organizzato a breve”.
L’obiettivo principale di Witkoff è presentare a Mosca le idee sviluppate in stretta consultazione con Kiev e i partner europei.
Il caso Stephen Hubbard
Tra le questioni più delicate è la richiesta di rilascio di Stephen Hubbard cittadino statunitense catturato nel 2022 con l’accusa di aver combattuto come mercenario per l’Ucraina. Secondo le dichiarazioni ufficiali, la Russia ha avviato colloqui con Washington, ma non ha ancora fornito dettagli concreti.
Il presidente Donald Trump ha poi riferito in una conferenza stampa che la questione di Hubbard è al centro di un possibile accordo, aggiungendo che “tutti hanno aspettato questo per molto tempo”.
Le prossime mosse: da Oslo a San Pietroburgo
Il programma di lavoro di Witkoff prevede un viaggio a San Pietroburgo il giorno successivo, dove dovrebbe incontrare il presidente Vladimir Putin. Le aspettative sono alte: gli Stati Uniti sperano di ottenere un impegno russo per liberare Hubbard e di aprire la strada a una discussione più ampia sulla fine delle ostilità. Parallelamente, il figlio acquisito di Trump, Jared Kushner parteciperà alle trattative via video, evidenziando il ruolo di più attori americani nel processo diplomatico.
Le posizioni di Mosca rimangono intransigenti su alcuni punti chiave, in particolare sulla richiesta di cedere il controllo totale della regione di Donetsk. Nonostante le pressioni, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha affermato che non saranno offerte concessioni politiche, ma che il Cremlino ascolterà le proposte di Witkoff e Kushner. Nel frattempo, la comunità internazionale osserva con attenzione, consapevole che qualsiasi avanzamento a Oslo potrebbe influenzare le dinamiche del conflitto, già segnato da attacchi di droni, perdite civili e distruzioni di infrastrutture critiche.
