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Sclerosi multipla, ok Aifa a peginterferone beta-1a intramuscolo

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Roma, 28 nov. (Adnkronos Salute) - L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la via di somministrazione per iniezione intramuscolare (Im) di peginterferone beta-1a per il trattamento della sclerosi multipla recidivante-remittente (Smrr). Il farmaco, iniettato via intramuscolo, è...

Roma, 28 nov.

(Adnkronos Salute) – L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la via di somministrazione per iniezione intramuscolare (Im) di peginterferone beta-1a per il trattamento della sclerosi multipla recidivante-remittente (Smrr). Il farmaco, iniettato via intramuscolo, è l’unico interferone pegilato indicato per la cura della sclerosi multipla (Sm) con un profilo di efficacia e sicurezza ampiamente consolidato e con una frequenza di somministrazione ridotta rispetto ad altre terapie iniettive. Lo annuncia in una nota Biogen, in una nota diffusa oggi.

Le persone con sclerosi multipla, che solo in Italia sono oltre 130 mila, di cui l’85% con forma recidivante-remittente hanno quindi a disposizione una nuova opportunità terapeutica in grado di combinare i medesimi standard di efficacia e sicurezza della modalità di iniezione sottocutanea, ma dimezzando i rischi associati a possibili reazioni avverse al sito di iniezione, come prurito, dolore, irritazioni, che incidono negativamente sull’aderenza al percorso terapeutico. Il via libera di Aifa – spiega l’azienda nella nota – arricchisce il già ampio portfolio di terapie che Biogen ha sviluppato negli anni in quest’area, tra cui l’iniezione sottocutanea di peginterferone beta-1a, mettendo a disposizione delle persone con sclerosi multipla, in Italia, una nuova opportunità terapeutica in grado di migliorare la loro esperienza di trattamento e, di conseguenza, la loro qualità di vita.

"Gli interferoni rappresentano un’opzione terapeutica di efficacia comprovata e di utilizzo ormai consolidato per il trattamento delle forme recidivanti-remittenti di malattia – spiega Sebastiano Bucello, dirigente medico neurologo, referente del Centro sclerosi multipla dell’Ospedale Muscatello di Augusta (Siracusa) – In particolare, questa categoria di farmaci modificanti la malattia – continua – agisce per rallentare la progressione della disabilità e ridurre la frequenza di ricadute. Un aspetto, quest’ultimo, di grande rilevanza vista la natura cronica della malattia e il forte impatto che le recidive hanno sulla qualità di vita delle persone con Sm.

Migliorare l’esperienza di somministrazione del farmaco, coniugando la sicurezza e l’efficacia con la possibilità di ridurre significativamente le reazioni al sito di iniezione – aggiunge -, costituisce un importante passo avanti per migliorare nel concreto la qualità di vita delle persone con Sm, con effetti positivi sull’aderenza al trattamento e conseguentemente sugli esiti del percorso terapeutico nel suo complesso”.

La decisione di Aifa di approvare la modalità di somministrazione intramuscolare di peginterferone beta-1a si è basata su dati che mettono a confronto le due vie di somministrazione – intramuscolo (Im) e sottocutanea (Sc) – in volontari sani, valutandole in termini di bioequivalenza e reazioni avverse associate.

La bioequivalenza tra i due regimi di dosaggio è stata confermata e i dati mostrano che i partecipanti che hanno ricevuto l’intramuscolo hanno avuto meno reazioni nel sito di iniezione rispetto ai volontari cui il farmaco è stato somministrato sottocute (14,4% contro 32,1%). Nel complesso, i profili di sicurezza sono risultati simili e la frequenza delle reazioni al sito di iniezione e degli eventi avversi è risultata comparabile tra i partecipanti sottoposti alla somministrazione Im seguita dalla Sc e viceversa.

L’approvazione della via di somministrazione intramuscolare di peginterferone beta-1a “risponde al bisogno di migliorare l’esperienza di trattamento e favorire una buona qualità di vita per le persone con la forma Smrr, la più comune, caratterizzata da episodi acuti alternati a periodi di remissione, e quindi di completo o parziale benessere – commenta Lorena Lorefice, neurologa presso il Centro regionale sclerosi multipla, Asl Cagliari – Con l’intramuscolare” gli effetti locali “si riducono significativamente, con un conseguente minore impatto della terapia sulla vita quotidiana e sulla sua gestione. Se si pensa poi – aggiunge – che il farmaco può essere utilizzato durante l’allattamento e, se clinicamente necessario, può essere usato nelle donne in stato di gravidanza, si capisce quanto l’introduzione dell’iniezione intramuscolare possa contribuire a ridurre l’impatto della terapia su popolazioni con bisogni di gestione speciali”.

"Il nostro impegno decennale nell’ambito della sclerosi multipla ci ha portato a sviluppare il più ampio portfolio di trattamenti per questa malattia neurologica e non ci fermeremo fino a che non sarà trovata una cura per fermare definitivamente la Sm – afferma Giuseppe Banfi, amministratore delegato di Biogen Italia – La nostra ricerca parte dall’ascolto delle esigenze delle persone con Sm, con un approccio che prende in considerazione i loro bisogni a 360 gradi, per migliorare la loro esperienza durante il percorso di cura e quindi la loro qualità di vita. L’approvazione in Italia di questa nuova opportunità terapeutica – conclude – va proprio in questa direzione e ci auguriamo che possa contribuire a offire alle persone che vivono con la Sm un ulteriore strumento per gestire la malattia e ridurne l’impatto sul proprio percorso di vita”.