Il ritorno di Patty Pravo al Festival di Sanremo rappresenta molto più di una semplice partecipazione in gara: è l’incontro tra memoria, identità artistica e visione contemporanea. Con “Opera”, la cantante riafferma la centralità dell’unicità individuale, trasformando il palco dell’Ariston in uno spazio di racconto personale e celebrazione della propria lunga storia musicale.
A sorprendere è anche la scelta del brano ‘Ti lascio una canzone‘ per la serata delle cover: ecco i motivi.
Patty Pravo: ritorno all’Ariston con “Opera”
A 77 anni, Patty Pravo si prepara a calcare per l’undicesima volta il palco del Festival di Sanremo, confermandosi tra le presenze più iconiche della musica italiana. In gara presenta “Opera”, brano che dà anche il nome al suo ventinovesimo album in studio, in uscita il 6 marzo. La canzone nasce da un’intuizione particolare: “È un sogno che ha fatto una notte Simone Folco”. Da quell’episodio inatteso è scaturito il coinvolgimento di Giovanni Caccamo, che ha trasformato il racconto in musica. Il significato è chiaro e potente: “Parla dell’unicità di ciascuno di noi. Siamo tutti delle opere d’arte e quindi unici”.
Il legame con Sanremo affonda le radici nel 1970, quando debuttò con Little Tony interpretando “La spada nel cuore”: “Non avevo idea di come potesse essere… Ricordo tanta felicità”. Quanto alla vittoria, al Corriere minimizza: “Per carità… perché mai dovrei vincere? Mai pensato. Mi è bastato vendere milioni dischi in tutto il mondo”. E sull’eventuale Eurovision Song Contest taglia corto: “Per Eurovision ci pensiamo un’altra volta”, aggiungendo una riflessione amara: “Viviamo in un mondo disastroso, l’importante è pensare positivo”.
Serata cover Sanremo, perché Patty Pravo ha scelto “Ti lascio una canzone”: significato e testo
La serata delle cover avrà per lei un significato speciale. Patty Pravo interpreterà “Ti lascio una canzone” insieme a Timofej Andrijashenko, primo ballerino del Teatro alla Scala, in un’esibizione pensata come tributo a Ornella Vanoni, amica e figura centrale nel suo percorso umano e artistico. “La mia Ornellik… E lei mi chiama Nicopat. È sempre con me”, ha raccontato con affetto, ricordando una relazione fatta di confidenze e presenza costante. “Ho sentito il bisogno di omaggiare la grande artista e la dolce e piccola amica”.
Il brano, firmato da Gino Paoli con la collaborazione di Peppe Vessicchio, rappresenta uno dei momenti più intensi della canzone d’autore italiana, sospeso tra memoria e passaggio simbolico di testimone. A impreziosire la partecipazione sanremese ci sarà anche una cura particolare per l’immagine: abiti essenziali e raffinati, disegnati da Simone Folco, in linea con l’atmosfera onirica evocata da “Opera”.
Ti lascio una canzone