La decisione della Rai di sostituire Sigfrido Ranucci alla conduzione di Report ha scatenato una protesta senza precedenti. Giornalisti, politici e sindacati si mobilitano per difendere l’indipendenza del programma e il suo valore di servizio pubblico.
La redazione di Report ha proclamato lo stato di agitazione e minaccia uno sciopero se la decisione non verrà rivista.
La senatrice Barbara Floridia del M5S ha espresso preoccupazione per il futuro del programma, definendo la settimana in corso come decisiva.
La difesa dell’identità di Report
I giornalisti interni di Report sostengono che il programma non può esistere senza i suoi inviati e senza la sua redazione, produzione, filmmaker e montatori che negli anni hanno maturato specifiche competenze.
Solo un più che solido vissuto professionale e l’autorevolezza conquistata sul campo possono infatti far fronte alle necessità di produzione e alle specificità investigative di una trasmissione complessa, delicata e di altissimo valore civile, come Report ha dimostrato di essere nel corso della sua lunga storia.
La redazione esprime sconcerto per il metodo usato dall’azienda nella scelta unilaterale e senza condivisione dei nuovi conduttori, annunciati alle agenzie di stampa prima che alla squadra.
I giornalisti chiedono all’azienda di correggere le decisioni prese, ritenute non accettabili da chi si è sempre riconosciuto nell’identità e nei valori di Report.
Le critiche alla scelta dell’azienda
I giornalisti interni di Report non sono disposti ad accettare imposizioni calate dall’alto che, non rispondendo a criteri professionali, sono ascrivibili a una matrice puramente politica che snatura totalmente la vocazione e il Dna del programma. La redazione chiede il diretto coinvolgimento nelle scelte aziendali, al fine di preservare autonomia e indipendenza di un presidio fondamentale del servizio pubblico.
Il Cdr Approfondimento ha dichiarato di sostenere l’assemblea dei giornalisti interni di Report, che all’unanimità ha fatto proprie le rivendicazioni degli inviati che hanno minacciato di lasciare il programma. Il Cdr si unisce allo stato di agitazione della redazione e chiede alle rappresentanze sindacali, Usigrai e Stampa Romana/Fnsi di esplorare tutte le misure di mobilitazione possibili a sostegno della redazione.
L’intervento di Barbara Floridia
La senatrice Barbara Floridia già presidente della Commissione di Vigilanza Rai, ha espresso preoccupazione per il futuro di Report. Secondo Floridia, il rischio concreto è che il programma possa non riuscire ad andare in onda l’8 novembre. La senatrice sottolinea di aver trovato «chiare e coraggiose» le dichiarazioni degli inviati storici della trasmissione e definisce la settimana in corso come decisiva per il futuro del programma.
«Se la Rai confermerà l’assetto deciso dall’alto, gli inviati hanno già detto che se ne andranno in blocco. E senza di loro Report semplicemente non esisterà più», afferma Floridia. La senatrice conclude con un appello rivolto alla Rai: «Ascoltate chi ha costruito Report sul campo, facendolo diventare un punto di riferimento per il giornalismo investigativo per l’informazione del servizio pubblico e uno dei programmi più amati dagli italiani. Non distruggete Report».
