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Siher, perché la giudice lo ha liberato: la reazione di Meloni

Siher, perché la giudice lo ha liberato: la reazione di Meloni

Meloni e Salvini contro la gip di Milano dopo la scarcerazione di Siher: nel mirino la mancata convalida del fermo e le accuse contestate dalla Procura.

La scarcerazione di Youssef Siher, il ricercatore 30enne fermato per il caso del canale Telegram «Movimento 17 ottobre», scatena la reazione del governo. Giorgia Meloni e Matteo Salvini attaccano la decisione della gip di Milano, contestando il mancato mantenimento del fermo dopo le devastazioni avvenute in città.

Salvini attacca la gip dopo la liberazione di Siher: «Incredibile»

Alle critiche della premier si sono aggiunte quelle del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che ha affidato ai social la propria reazione alla scarcerazione del trentenne. «Incredibile la liberazione di un soggetto per il quale la stessa Procura di Milano aveva contestato reati gravissimi, tra cui l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo, evidenziando anche il rischio di fuga e di reiterazione del reato», ha scritto Salvini, richiamando le contestazioni formulate dall’accusa e gli elementi portati a sostegno della richiesta di convalida del fermo.

Il vicepremier ha quindi definito il provvedimento «vergognoso, incomprensibile, assurdo», facendo riferimento alle violenze e ai danneggiamenti verificatisi nelle scorse settimane. Nel suo messaggio, Salvini ha anche sollevato interrogativi sulle eventuali conseguenze di nuovi episodi di disordine, citando in particolare i cortei previsti a Milano per venerdì: «Se si verificheranno nuovi episodi di violenza e altri danni, a partire dai cortei di questo venerdì a Milano, pagherà di tasca sua il giudice che ha deciso di rimandare a casa questo galantuomo?».

Meloni contro la scarcerazione di Youssef Siher: «Vergognosa la decisione della gip di Milano»

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta duramente sulla decisione della giudice per le indagini preliminari, che non ha convalidato il fermo di Youssef Siher, il ricercatore trentenne arrestato nella notte di sabato scorso. In un video pubblicato sui social, la premier ha definito il provvedimento «vergognoso», contestando la scelta di rimettere in libertà l’uomo, sospettato di essere l’amministratore del canale Telegram «Movimento 17 ottobre», nato dopo due giorni di saccheggi e devastazioni a Milano.

Nel suo intervento, Meloni ha espresso forti critiche nei confronti della magistratura, sostenendo che la decisione rappresenti una mortificazione per chi lavora alla tutela della sicurezza pubblica. «Penso che questa sia una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine, degli inquirenti, del Ministero degli interni», ha dichiarato la presidente del Consiglio, facendo riferimento anche ai rischi per i cittadini e per le attività commerciali coinvolte negli episodi di violenza. La premier ha poi aggiunto: «Davvero non so come possa uno Stato normale difendere le persone perbene di fronte a queste decisioni di certa magistratura». Nel contestare il provvedimento, ha inoltre collegato il canale Telegram alle manifestazioni che, secondo la sua ricostruzione, avrebbero portato alla devastazione di diversi esercizi commerciali nel capoluogo lombardo.

 

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