Sono in corso ricerche complesse e coordinate per ritrovare due sorelline scomparse da giorni in Abruzzo. Le operazioni si concentrano soprattutto nell’area del Lago di Barrea, dove forze dell’ordine e soccorritori stanno seguendo diverse piste investigative e analizzando ogni possibile elemento utile a ricostruire gli ultimi spostamenti. Ecco l’ultimo appello a supermercati e farmacie da parte della famiglia.
Sorelline scomparse dalla casa famiglia: ricerche concentrate sul Lago di Barrea e attività investigative sul territorio
Le operazioni per rintracciare Alisya Di Giacinto e Sarah Di Giacinto, rispettivamente di 16 e 12 anni e allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena ormai da circa due settimane, si stanno concentrando soprattutto nell’area del Lago di Barrea.
In particolare, nel tratto vicino al ponte che collega il bacino al paese di Villetta Barrea, i vigili del fuoco del nucleo subacqueo di Vigili del Fuoco provenienti da Ancona stanno ispezionando tre punti indicati dagli inquirenti dell’Arma.
Sul terreno operano anche i militari del Sagf di Roccaraso, unità della protezione civile e squadre cinofile, mentre un elicottero sorvola la zona utilizzando una tecnologia assimilabile a una “falsa cella telefonica”, utile a intercettare eventuali dispositivi mobili anche in assenza di traffico attivo.
Le indagini si concentrano infatti su tre utenze telefoniche che le ragazze avrebbero avuto con sé: una collegata a un soggetto vicino al fidanzato di Alisya, una a un uomo di origine kosovara e una al compagno della madre; tutti dispositivi risultati inattivi da giorni. La base operativa dei soccorsi è stata inoltre spostata dalla zona della casa famiglia a Villetta Barrea, più vicina alle aree lacustri.
Nel corso delle perlustrazioni sono stati rinvenuti alcuni oggetti lungo i sentieri: un fermaglio potenzialmente riconducibile a Sarah, una maglia tecnica e un laccio nero, probabilmente parte di un indumento o di una scarpa. Tuttavia, il primo elemento ha generato dubbi: “Il riconoscimento da parte di un’amichetta di Sarah, infatti, non può essere considerato attendibile… Si sta sollevando un enorme polverone per un fermaglio, senza che vi siano certezze sulla sua appartenenza”. Anche il padre della minore non lo ha identificato con certezza, sottolineando l’uso frequente di accessori simili e la loro ampia diffusione.
Sorelline scomparse: l’appello a supermercati e farmacie e la testimonianza su uomini “sospetti”
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Sulmona, procede per sottrazione e abbandono di minori, mantenendo aperte diverse ipotesi, dall’allontanamento volontario a scenari più complessi. A complicare il quadro emergono anche testimonianze: una barista della zona ha riferito la presenza di due uomini ritenuti “sospetti” che avrebbero parlato di un generico “sopralluogo”. Gli investigatori stanno verificando questi elementi incrociando spostamenti, presenze e transiti di veicoli nella notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno, quando a Villetta Barrea si festeggiava la vittoria dell’Inter.
Un’associazione impegnata nelle ricerche ha inoltre diffuso una nota in cui si invita alla prudenza nella valutazione degli oggetti ritrovati: “si tratta comunque di un oggetto molto comune, usato da tantissime bambine… non è affatto possibile affermare che quel fermaglio sia di Sarah“. Parallelamente, è stato lanciato un appello ai commercianti della zona affinché segnalino eventuali avvistamenti o acquisti particolari nei giorni successivi alla scomparsa: “uno scontrino, una vendita, una conversazione o un semplice particolare potrebbero aiutare gli investigatori a ricostruire gli spostamenti delle ragazze“.
L’associazione Penelope, attraverso la sua presidente nazionale Emanuela Zuccagnoli, ha invitato anche a non trascurare alcun dettaglio utile e ha rivolto un messaggio diretto alle due sorelle: “Sarah e Alisya, se ci state ascoltando, fate sapere che state bene. Le vostre famiglie vi aspettano e tante persone stanno lavorando per ritrovarvi“. Anche l’amministrazione comunale di Civitella Alfedena ha scelto la via della cautela, evitando iniziative pubbliche per non interferire con le attività investigative, come dichiarato dal sindaco in una nota ufficiale.
