Sparatoria davanti a scuola elementare: un morto e un ferito
Sparatoria davanti a scuola elementare: un morto e un ferito
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Sparatoria davanti a scuola elementare: un morto e un ferito

Sparatoria davanti a scuola elementare
Sparatoria davanti a scuola elementare

Una persona è stata arrestata in seguito alla sparatoria. Ma è ancora caccia all'uomo: un complice è ancora ricercato

Dai college alle scuole primarie: si continua ad aprire il fuoco negli Stati Uniti. Un uomo è morto e un altro è rimasto gravemente ferito, durante una sparatoria davanti a una scuola elementare di Ottumwa. Il terribile episodio si è verificato in Iowa nella giornata di venerdì 3 agosto 2018. Secondo media locali la sparatoria è iniziata dopo che uomini armati sono stati segnalati alla polizia davanti alla scuola. Alunni e insegnanti sono stati portati in un luogo sicuro all’interno della struttura. La polizia informa che un uomo è stato arrestato e un altro si è dato alla fuga. Tanta la paura.

Sparatoria a Ottumwa

Un uomo è morto e un altro è rimasto gravemente ferito: è questo l’attuale bilancio della sparatoria in Iowa, nel sudest dello Stato.

Secondo il giornale locale Ottumwa Courier, la sparatoria è iniziata poco prima delle 14.00 (ora locale). Alcuni uomini armati e visibilmente sospetti erano già stati segnalati alla polizia davanti alla Liberty Elementary. La scuola è stata posta in lockdown e tutti gli alunni e gli insegnanti sono stati portati in un luogo sicuro all’interno della struttura.

E’ scattato immediatamente l’allarme che ha fatto avviare la procedura di isolamento di tutti coloro che si trovavano nell’edificio al momento degli spari. Così è stato possibile metterli al sicuro.

Il capo della polizia di Ottumwa, Tom McAndrew, ha detto che oltre alla vittima e alla persona ferita, una persona è stata arrestata e un’altra è riuscita a fuggire. Nessun altro è rimasto ferito.

Sparatoria davanti a scuola elementare

Il problema della armi in America

Davanti all’ennesima strage, l’America torna a dibattere sulla questione del porto d’armi, un diritto tutelato dalla Costituzione. I suoi numeri sono allarmanti, toccano vertici vertiginosi e drammatici. Le cifre riguardano le vittime delle “shooting mass”. Le mappe forniscono una lettura molto precisa di quello che accade al di là dell’Oceano. Gli Stati Uniti non si distinguono da altri Paesi per quanto riguarda il numero complessivo degli omicidi. Ma tutto cambia se si contano le morti causate da armi possedute da civili. Il 50% dei civili che possiedono un’arma. Le sparatorie di massa sono una piaga dolente per il Paese.

In media, si registra più di una sparatoria di massa al giorno.

Gli Stati Uniti registrano un numero di omicidi da arma da fuoco sei volte maggiore rispetto al Canada e quasi 16 volte maggiore rispetto alla Germania. Fortunatamente, alcuni stati hanno deciso di adottare leggi più severe sul controllo delle armi, soprattutto del nord-est del Paese. Così hanno registrano un numero inferiore di decessi correlati alle armi da fuoco.

Negli ultimi 20 anni, gli americani avrebbero cambiato idea mostrandosi più inclini a “proteggere il diritto di possedere armi”. Questo nonostante si sia dibattuto (soprattutto durante la presidenza Obama) di una possibile introduzione di misure volte a limitare e contrastare il fenomeno. E’ forse lo spirito diffidente dell’epoca post-moderna a farci introiettare un sentimento duramente sospettoso nei confronti del prossimo. A rincarare la dose potrebbe esserci la spiccata valorizzazione della più macabra cronaca nera. Ma si tratta di un tema assai contraddittorio.

Secondo i sondaggi del Pew Research Center, la maggior parte degli americani non sarebbero contrari all’introduzione di maggior controlli sul possesso di armi da parte dei civili.

Ma cambiano idea quando si passa a proposte, articolate da esperti e politici, più specifiche e dettagliate. Qualcosa di simile è avvenuto anche per l’Obamacare e la questione salute. Secondo molti, è questo tipo di comportamento a determinare quello stallo in cui Washington si trova invischiato da troppi anni.

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