Le tensioni in Medio Oriente continuano a salire, con gli Stati Uniti e l’Iran coinvolti in un conflitto che sembra non avere fine. L’ultimo episodio risale al 24 luglio, quando le forze armate statunitensi hanno aperto il fuoco contro una petroliera che tentava di eludere il blocco nello Stretto di Hormuz imposto ai porti iraniani.
Secondo quanto riferito dal Comando centrale militare degli Usa (Centcom) l’equipaggio aveva già tentato di forzare il blocco almeno quattro volte in precedenza.
L’attacco allo Stretto di Hormuz e le reazioni internazionali
La petroliera, dopo l’intervento delle forze armate statunitensi, non è più diretta verso l’Iran. Questo episodio si inserisce in un contesto di escalation che vede coinvolti anche gli Houthi dello Yemen i quali hanno rivendicato attacchi con missili e droni contro due petroliere saudite nel Mar Rosso.
La situazione è ulteriormente complicata dalle dichiarazioni di Donald Trump che ha avvertito che gli Stati Uniti bombarderanno un ponte o una centrale elettrica iraniana ogni volta che i pasdaran colpiranno una nave nello Stretto di Hormuz.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi ha risposto che la difesa di Teheran si basa sul principio dell’«occhio per occhio».
Le tensioni hanno fatto salire il prezzo del petrolio, con il Brent che ha raggiunto i 96,13 dollari al barile.
Le dichiarazioni delle Nazioni Unite e l’impatto sulla regione
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres ha avvertito che il conflitto in corso in Medio Oriente ha spinto la regione “sull’orlo dell’inimmaginabile”. “La situazione sta sfuggendo al controllo. È in bilico sull’orlo dell’inimmaginabile. La regione viene trascinata in un circolo sempre più ampio di confronto. Una crisi alimenta l’altra. Un’escalation ne innesca un’altra”, ha dichiarato Guterres.
Intanto, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che l’azione militare congiunta americana e israeliana contro il regime iraniano ha creato la possibilità di espandere il cerchio della pace. “Pace attraverso la forza”, ha concluso Netanyahu.
Le reazioni dell’Unione Europea e le misure diplomatiche
L’Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas ha dichiarato che le recenti minacce degli Houthi yemeniti rappresentano una minaccia diretta alla stabilità regionale. “L’attacco a una petroliera nel Mar Rosso è inaccettabile, illegale e aggrava ulteriormente una situazione già instabile nella regione”, ha affermato Kallas. L’operazione navale dell’Unione Europea Aspides resta fermamente impegnata a tutelare la libertà di navigazione per tutti nel Mar Rosso e nelle acque internazionali circostanti.
Anche la Francia, dopo la Gran Bretagna, avrebbe ritirato il proprio personale diplomatico dalla sua ambasciata a Teheran. La misura è stata adottata “a causa delle preoccupazioni legate alle recenti tensioni”, mentre per la dodicesima notte consecutiva gli Stati Uniti hanno bombardato la Repubblica islamica.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha spiegato che la politica del presidente Donald Trump nei confronti dell’Iran è “testa per occhio”, in risposta alla dottrina di difesa di Teheran basata sull’«occhio per occhio”.
Gli attacchi degli Houthi e le reazioni internazionali
I ribelli Houthi dello Yemen sono stati “raggirati” dall’Iran e indotti ad attaccare le navi mercantili nel Mar Rosso. Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio a margine del vertice Asean a Manila. “Gli Houthi sono stati per lo più intelligenti e si sono tenuti fuori da tutto questo durante il conflitto, ma ora a quanto pare si sono lasciati ingannare, prendendo di mira l’Arabia Saudita e le sue navi”, ha aggiunto.
La Giordania ha dichiarato di aver intercettato missili e droni iraniani, mentre Teheran rispondeva agli attacchi aerei statunitensi colpendo gli alleati di Washington nella regione. L’esercito giordano ha aggiunto di aver intercettato tre missili, mentre un quarto è atterrato in una zona disabitata, e di aver intercettato sei droni la sera precedente, senza vittime né danni materiali.
L’Iran continuerà i suoi attacchi nella regione fino a quando non cesseranno i bombardamenti Usa contro la Repubblica islamica. È l’avvertimento lanciato dall’esercito di Teheran, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Gli attacchi di rappresaglia delle forze armate continueranno finché continueranno gli attacchi statunitensi contro le infrastrutture e le zone costiere del paese”, ha affermato il portavoce dell’esercito Mohammad Akraminia.
Gli Stati Uniti stanno rafforzando la propria presenza militare in Medio Oriente con l’invio di forze speciali, personale sanitario e nuovi assetti militari, mentre il presidente Donald Trump valuta un possibile ampliamento delle operazioni contro l’Iran. Secondo fonti a conoscenza del dossier citate dal Wall Street Journal, nell’ultima settimana reparti delle forze speciali sono stati dispiegati nella regione, mentre squadroni di caccia sono stati riposizionati in diversi Paesi del Medio Oriente.
