Strage a Las Vegas, il ragazzo che ha salvato 30 persone, prendendosi una pallottola
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Strage a Las Vegas, il ragazzo che ha salvato 30 persone, prendendosi una pallottola
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Strage a Las Vegas, il ragazzo che ha salvato 30 persone, prendendosi una pallottola

Las Vegas
Strage a Las Vegas, il ragazzo che ha salvato 30 persone, prendendosi una pallottola

Jonathan Smith ha salvato 30 persone durante la strage di Las Vegas prima di essere colpito lui stesso: il suo è stato un atto di coraggio risoluto.

Anche gli eventi più tragici, nascondono sempre un piccolo risvolto positivo: è questo il caso del trentenne Jonathan Smith, sopravvissuto alla strage di Las Vegas, che è riuscito, con sangue freddo, a portare in salvo trenta persone durante la sparatoria di massa.

Le ha portate via dal luogo della strage prima di essere colpito lui stesso: un atto eroico, coraggioso. Ma lui stesso, dalla stanza d’ospedale, rifiuta l’epiteto di eroe: ha infatti espresso con umiltà il desiderio che qualcuno, in caso analogo, facesse lo stesso per lui. “Fai agli altri quel che vorresti fosse fatto a te”. Il desiderio di salvare la sua vita e quella dei suoi nipoti, rimasti indietro durante la fuga della folla, (si trovavano insieme a lui al Festival di musica Country, nel piazzale antistante al Mandalay Bay Hotel di Las Vegas), lo ha spinto ad agire risolutamente nel tentativo riuscito, di mettere al riparo quante più persone poteva e salvare la loro vita dal fuoco del sessantaquattrenne Stephen Paddock.

Risoluto nell’agire

Ha nascosto trenta persone tra le macchine di un parcheggio per disabili, e mentre tentava di raggiungere un ulteriore gruppetto rimasto allo scoperto, è rimasto ferito da un proiettile: il colpo ha raggiunto il collo del trentenne, spezzandogli inoltre la clavicola, incrinandogli una costola e provocando una ecchimosi al polmone.

È stato salvato la sera stessa da un poliziotto in pensione, che è riuscito a tamponare la ferita al collo e lo ha portato in ospedale. È salvo, come le persone che sottratto al conteggio delle vittime; i medici hanno però deciso momentaneamente di lasciare il proiettile “al suo posto”, riservandosi più in là nel tempo di estrarlo. Non si esclude la possibilità che il giovane debba conviverci per il resto della sua vita. Un piccolo, grande prezzo da pagare per un atto di coraggio. Smith può comunque dirsi fortunato: malgrado la gravità delle ferite è uno dei pochi a poter uscire dall’ospedale sulle sue gambe.

Ma chi è Jonathan Smith? Un giovane ingegnere che ripara fotocopiatrici: così si guadagna da vivere. Era a Las Vegas per il compleanno del fratello maggiore, Louis Rust, e si trovava, al momento della strage, al Festival insieme ad altri suoi 9 familiari, tutti sani e salvi.

Al momento non si hanno ulteriori notizie su di lui, ne sul suo stato di salute attuale.

Nuovi sviluppi nelle indagini

Nel frattempo gli inquirenti continuano ad indagare sul movente della strage.

Si sospetta che Paddock non abbia agito da solo e che fosse già da molto tempo attivo nella pianificazione di altre stragi da attuare in eventi simili al Festival della musica Country, come lo Hullabalooza Music Festival in Texas.

Sembra che la compagna di Paddock fosse totalmente ignara delle intenzioni del marito.

Nel frattempo auguriamoci tutti, in simili situazioni, di avere accanto a noi qualcuno che abbia il coraggio e la risolutezza di agire in situazioni drammatiche. Ancor di più speriamo che tutto ciò non ci accada mai.

© Riproduzione riservata

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