Sub rischia di annegare, "colpa della maschera Decathlon"
Sub rischia di annegare, “colpa della maschera Decathlon”
Cronaca

Sub rischia di annegare, “colpa della maschera Decathlon”

maschera decathlon
maschera decathlon

Un musicista di Torino rischia l'annegamento durante una gita in Oman per la messa in scena dell'Aida. Secondo lui responsabile la maschera da sub

Quella che per Ranieri Paluselli, orchestrale del Teatro Regio di Torino, era iniziata come una rilassante gita nelle acque dell’oceano indiano ha rischiato di trasformarsi in tragedia.

L’incidente nelle acque omanite

Infatti il timpanista ha rischiato di annegare durante una gita effettuata con i colleghi nel corso dello scorso settembre, mentre impegnati a fare snorkeling nelle acque prospicienti l’Oman. Il gruppo era nel paese arabico per la rappresentazione dell’Aida. Il timpanista, che soffre di un problema respiratorio causato da una marcata scogliosi che limita la sua capacità polmonare, nel momento del malore indossava una maschera da sub della Dechatlon, modello Easybreath. E secondo lui è proprio la maschera utilizzata la responsabile della sua perdita di conoscenza.

Paluselli era abituato allo snorkeling

L’orchestrale dichiara essere abituato a praticare immersioni con la maschera, ma quella era la prima volta che utilizzava quel particolare modello. Un modello comprato l’8 settembre nel punto vendita di Grugliasco, in provincia di Torino
Dopo qualche minuto dall’immersione le persone che erano con lui si sono accorte che Ranieri doveva essere in difficoltà, in quanto si sono accorti essere fermo da troppo tempo, con il volto rivolto verso il fondale e la schiena sotto il pelo dell’acqua.

Le testimonianze dell’incidente

Il giornale raccoglie le parole di uno dei suoi colleghi, presente nel momento dell’incidente: “Ero appena tornato sulla barca quando ho sentito urlare.

Ranieri Paluselli era rivolto verso il fondale e non si muoveva. Aveva perso conoscenza”.
“Sono stato fortunato” racconta invece lo stesso Paluselli al Messagero. “Non solo sono ancora vivo, ma sono stato soccorso in tempo. Sarebbero bastati pochi minuti in più per riportare danni cerebrali”. Infatti l’orchestrale racconta di essersi praticamente “addormentato senza accorgermene”.

La corsa in ospedale

Dopo averlo riportato sul motoscafo il più velocemente possibile i colleghi hanno provato a rianimarlo con respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco. Trasportato in ospedale ancora in stato di incoscienza si è ripreso solamente il giorno successivo.

Avanzata una richiesta di risarcimento

Il musicista ha adesso decise di chiedere un risarcimento alla Decathlon, responsabile secondo lui di averlo messo in pericolo di vita. Secondo a tesi sostenuta dai suoi avvocati Renato e Ludovica Ambrosio – infatti “la maschera Easybreath non sarebbe di così facile utilizzo, come invece pubblicizzato da Decathlon, e soprattutto non vi sarebbero avvertenze nell’impiego per chi abbia problemi fisici”. L’azienda sarebbe quindi responsabile di non aver segnalato adeguatamente i rischi che potevano essere corsi da chi utilizzasse l’oggetto in presenza di problemi fisici particolari.

La mediazione in programma

Ora il timpanista torinese ha ottenuto una mediazione con la Decathlon, in programma per il prossimo 26 luglio, in cui con i suoi avvocati potrà esprimere le sue perplessità sulla maschera di produzione della multinazionale francese.

Ma la decathlon rigetta le accuse

Decathlon che dal canto suo fa sapere che secondo gli studi effettuati nella fase progettuale e secondo i propri periti la maschera in oggetto non presenterebbe alcun difetto, non risultando quindi imputabile di alcuna negligenza.

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