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Con l’arrivo del capodanno, una delle festività più amate in Russia, molti russi all’estero si preparano a celebrare in modi che riflettono sia la loro cultura d’origine sia le nuove esperienze vissute nei paesi in cui risiedono. Sergei, un esperto IT di 30 anni attualmente a Bucarest, ha deciso di guardare per la prima volta l’intero film La ironia del destino, una commedia romantica del 1975 che è diventata un classico delle celebrazioni di capodanno in Russia.
Le tradizioni che uniscono
Sergei, come molti dei circa 650.000 russi che hanno lasciato il paese dopo l’invasione dell’Ucraina, ha trovato conforto nella celebrazione di tradizioni familiari. Per lui, il capodanno rappresenta non solo un momento di festa, ma anche una connessione con il proprio passato e la propria cultura, nonostante le difficoltà legate all’emigrazione.
Un film simbolo
“È una tradizione un po’ strana che proviene dall’URSS, ma ha un certo fascino”, ha affermato Sergei, sottolineando come il film La ironia del destino riesca a evocare sentimenti di nostalgia. Quest’anno, festeggerà il capodanno in Serbia con la sua compagna, sperando di ricreare un’atmosfera festosa cucinando piatti tipici come l’insalata Olivier e bevendo champagne con amici.
Nuove esperienze e vecchie tradizioni
La storia di Manya Koneva, 28 anni, residente a Dubai, rappresenta un esempio di come le tradizioni possano evolvere. Quest’anno ha festeggiato il Natale il 25 dicembre per la prima volta, grazie all’invito di amici europei. Manya ha dichiarato: “Non è molto diverso dai nostri festeggiamenti di capodanno, a parte la data”, e ha preparato un grande piatto di insalata Olivier per i suoi amici, introducendoli a un’importante tradizione culinaria russa.
Ricordi e sapori
Manya ha affrontato alcune difficoltà nel reperire gli ingredienti, in particolare il salame dottore, difficile da trovare a Dubai. Tuttavia, la soddisfazione di condividere piatti tipici russi con amici di diverse nazionalità le ha permesso di rivivere i festeggiamenti del suo paese d’origine. “Il giorno dopo, abbiamo consumato gli avanzi a colazione, un’abitudine che mi riporta a casa”, ha dichiarato.
Ritorno alle radici
Anfisa, un’animatrice di 29 anni residente a Parigi, racconta come stia cercando di mantenere vive le tradizioni familiari. “Per il capodanno, ci riuniamo con amici e prepariamo l’insalata Olivier. Voglio anche ricreare i panini che mia madre preparava per le festività”, ha spiegato. Questo mix di elementi russi e francesi rappresenta un modo per connettersi con le proprie radici, pur adattandosi alla nuova cultura.
Film e celebrazioni
Anfisa ha scelto di guardare Home Alone invece dei tradizionali film sovietici, poiché questo titolo evoca per lei ricordi legati all’infanzia. “A mezzanotte, accenderemo le campane, ma senza l’indirizzo di Putin”, ha dichiarato, sottolineando la sua distanza emotiva dalla situazione attuale in Russia.
La ricerca di un albero di Natale
Lena, 34 anni, residente a Tbilisi, ha una tradizione ben definita: la selezione del suo albero di Natale. “Quando ero piccola, cercavamo sempre l’albero perfetto. Anche qui a Tbilisi, la ricerca è stata un’esperienza significativa, anche se gli alberi non profumano come quelli russi”, ha spiegato. Questa tradizione le consente di sentirsi più vicina a casa mentre decora il suo albero con luci e ornamenti.
Nuove tradizioni in un nuovo paese
Per Dasha, residente in Canada, il capodanno rappresenta un momento di riflessione. “Cerco di ricreare le tradizioni russe, preparando l’insalata Olivier e acquistando clementine. Quest’anno, ho anche visto un film d’animazione sovietico al cinema”, ha dichiarato, evidenziando l’importanza di preservare la cultura in un contesto diverso.
Ogni emigrato porta con sé un pezzo della propria cultura, cercando di integrarlo nelle nuove esperienze. Questo processo crea un mosaico di tradizioni che celebra l’identità russa pur abbracciando il nuovo ambiente. Il capodanno diventa così un momento di celebrazione e riflessione, un’opportunità per onorare le proprie radici mentre si guarda avanti verso il futuro.