Tragedia aerea in Svizzera: morti tutti i passeggeri
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Tragedia aerea in Svizzera: morti tutti i passeggeri

tragedia aerea Svizzera
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Le autorità non hanno trovato alcun sopravvissuto nella tragedia aerea consumatasi sulle Alpi. E' il secondo incidente in poche ore.

Sono morti tutti i 20 passeggeri a bordo del piccolo aereo precipitato in Svizzera nella serata di sabato 4 agosto. Non ce l’hanno fatta neanche il pilota e i due rappresentanti del personale di bordo coinvolti nella tragedia aerea. Intanto sono cominciate le indagini per far luce sulla tragica vicenda, che ha riguardato un veicolo molto vecchio, prodotto negli anni 30. L’idoneità all’utilizzo però era stata garantita da recenti controlli di routine.

Nessun sopravvissuto

La polizia ha confermato che tra le persone a bordo dell’aereo JU-52-HB-HOT non c’è alcun sopravvissuto. Il piccolo aereo era in volo da Locarno, nel sud della Svizzera, ed era diretto a Dübendorf, vicino Zurigo.

I media locali e il sito dell’aviazione avevano riportato in precedenza che l’aereo, che ospitava 17 passeggeri e 3 tra capitaneria e assistenti di volo, era prenotato ai limiti della capacità.

“Il team della JU Air esprime profondo cordoglio e porge un pensiero speciale ai passeggeri, agli operatori di volo e alle famiglie e agli amici delle vittime”, ha pubblicato la compagnia sul suo sito in mattinata il 5 agosto.

L’ondata di caldo come possibile causa

La Ju Air era stata fondata nel 1982 ed offre numerosi servizi, tra cui voli panoramici, trasporto ordinario e voli cosiddetti “d’avventura”, che esplorano zone più remote e isolate delle alpi svizzere.

Il tutto con tre vetture Junkers Ju-52 la cui costruzione, in un caso, risale addirittura agli anni 30. Per questo motivo erano anche soprannominati con simpatia gli “aerei della zia Ju”.

Ju Air ha poi comunicato che avrebbe sospeso i voli a tempo indeterminato, almeno nel breve periodo. La carcassa dell’aereo è stata ritrovata in fondo ad un bacino d’acqua a più di 2.400 metri sopra il livello del mare, nei pressi del Piz Segnas, circondato da vette e picchi di quella che è la catena montuosa più alta e impervia d’Europa. Operatori ed elicotteri di salvataggio hanno pertanto dovuto lavorare duramente per arrivare sulla scena del disastro e per recuperare i corpi delle vittime.

Le cause dello schianto restano poco chiare e sono ancora sotto indagine da parte delle autorità. Nonostante la “terza età” della vettura, infatti, i controlli ai motori erano frequenti e l’ultimo risaliva a poche settimane prima.

Alcuni specialisti hanno suggerito le temperature elevate degli scorsi giorni – che hanno superato abbondantemente i 30 gradi, fatto eccezionale per la regione – come una delle cause possibili del guasto, ma i responsabili dell’inchiesta al momento non hanno confermato nulla in proposito. L’ufficio federale per l’Aviazione Civile ha chiuso completamente l’area di volo sulla zona interessata. L’accesso a percorsi turistici e ai punti di scalata, molto popolari in questo periodo dell’anno, sono stati ugualmente bloccati.

Seconda tragedia in poche ore

La notizia della tragedia della Ju Air arriva solo poche ore dopo che un altro incidente simile si era consumato a pochi chilometri di distanza. Nella mattinata del 4 agosto infatti un’altro piccolo aereo si era schiantato in una foresta svizzera a Hergiswil, mentre era diretto in Francia. All’interno del veicono si trovava una famiglia di 4 persone, tutti morti nello schianto.

Le autorità avevano poi inviato un elicottero per intervenire sull’incendio che era divampato nel bosco poco dopo l’impatto.

I corpi dei quattro sarebbero stati carbonizzati nelle fiamme ed è stato particolrmente difficile individuarli nelle carcasse incenerite. Anche in quel caso, le circostanze dell’incidente restano poco chiare e sono ancora sotto indagine da parte delle autorità svizzere.

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