Una spedizione sulla dodicesima montagna più alta del mondo si è conclusa con una tragedia. É accaduto giovedì quando una maxi valanga si è staccata sul Broad
Peak, coinvolgendo diversi alpinisti tra i quali anche un nome molto noto ovvero Niral Purja. Sono dieci le vittime. Ecco cosa è successo in Pakistan.
Tragedia sul Broad Peak, anche Niral Purja tra le vittime della valanga
Il bilancio finale della valanga che si è staccata sul Broad Peak, una delle vette più alte del mondo (8.051 metri), è stato diramato solo nelle ultime ore, a seguito del recupero dei corpi di alcuni degli alpinisti coinvolti. Ma il dramma si è consumato giovedì mentre la spedizione si trovava sulla montagna per raggiungere la cima.
Tra di loro anche Nirmal Purja, ex soldato e alpinista protagonista anche del documentario di Netflix 14 Peaks: Nothing Is Impossible sulle sue scalate in Himalaya.
Per lui come per gli altri nove alpinisti coinvolti non c’è stato nulla da fare: nessuno di loro è sopravvissuto. La sua azienda Elite Exped, che si occupa di organizzare spedizioni di alpinismo d’alta quota, ha confermato il loro decesso.
Venerdì erano stati recuperati i corpi di quattro alpinisti prima di interrompere le ricerche per poi riprenderle nella mattinata di sabato. Secondo quanto riportato dai media locali quattro delle vittime erano originarie di Pakistan, Oman, Stati Uniti e Cina mentre le altre erano nepalesi.
Stando alla ricostruzione dei fatti la valanga li avrebbe travolti mentre si trovavano a circa 6.600 metri di quota. Una caduta di diverse centinaia di metri è stata registrata dai sistemi di localizzazione di alcuni degli alpinisti. Purja è morto a 43 anni: nel 2019 aveva scalato, nell’arco di soli sei mesi, tutte le quattordici montagne più alte di 8000 metri: il record verrà battuto pochi anni dopo. La sua nuova impresa consisteva nello scalare le medesime montagne ma senza utilizzare la bombola di ossigeno ed aveva quasi completato l’impresa: il Broad Peak sarebbe stata la penultima vetta.
