Il governo americano ha accettato di fungere da mediatore nei prossimi colloqui tecnici tra Ucraina e Russia, che si terranno ad Abu Dhabi il 10 e 11 novembre. L’iniziativa si inserisce nell’obiettivo espresso dal presidente Donald Trump di porre fine alla guerra in Ucraina, e viene coordinata dall’inviato Steve Witkoff, che ha illustrato su X le linee guida di un incontro incentrato su sicurezza postbellica, de-escalation e interventi umanitari.
Il ruolo degli Stati Uniti e le aspettative di Trump
Secondo Witkoff, le discussioni dovranno delineare un assetto di sicurezza per il periodo post-conflitto, individuare meccanismi di de-escalation e stabilire un quadro per le attività umanitarie. Parallelamente, gli Stati Uniti organizzeranno una serie di incontri a Bruxelles con i rappresentanti di Francia, Germania, Gran Bretagna, Unione europea e NATO, con l’obiettivo di assicurare garanzie di sicurezza a Kiev.
Queste riunioni sono viste come un passo fondamentale per consolidare un fronte comune contro le aggressioni russe.
Assets russi congelati: il dibattito dell’UE
L’Alta rappresentante per la politica estera dell’UE, Kaja Kallas, ha precisato che la questione degli asset russi congelati è ancora al centro del dibattito. Durante un evento all’Università di Montreal, ha dichiarato che i 27 Stati membri hanno convenuto di non sbloccare tali risorse finché la Russia non avrà pagato le riparazioni all’Ucraina.
Per utilizzare gli asset, sarà necessario definire un meccanismo di solidarietà che distribuisca il rischio tra tutti i membri, garantendo al contempo una piena consapevolezza delle possibili implicazioni.
Reazioni di Mosca e dell’Unione europea
Il presidente russo Vladimir Putin ha risposto evidenziando che una guerra tra la Russia e l’Europa non produrrebbe vincitori. Mosca ha inoltre ribadito il suo rifiuto alla partecipazione dell’UE ai negoziati trilaterali a Abu Dhabi, definendo l’intervento europeo “non ben accolto”. La delegazione europea, guidata da Bjorn Seibert, capo di gabinetto della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, è comunque pronta a presentare proposte, ma la sua presenza è considerata “indesiderata” da Mosca.
In un’intervista al Jean Monnet Centre dell’Università di Montréal, Kallas ha osservato che la divisione tra Stati Uniti ed Europa sembra piacere a Putin, che sta intensificando gli attacchi contro civili ucraini e avanzando richieste “estremamente esigenti”. La leader estone ha sottolineato che, finché la frattura persisterà, Mosca potrebbe trarne vantaggio strategico.
Nel frattempo, le violenze sul campo continuano: attacchi recenti a Dnipro, Chernihiv e altre città ucraine hanno provocato numerose vittime civili. Questi eventi alimentano la pressione internazionale e rendono ancora più urgente il raggiungimento di un accordo di pace, un obiettivo condiviso sia dagli Stati Uniti che dall’Unione europea.
