La guerra in Ucraina torna a intensificarsi con nuovi attacchi russi lungo il fronte e nella regione di Odessa, mentre Kiev deve fare i conti anche con le emergenze energetiche e gli attacchi informatici ai sistemi di allerta. Si è intanto conclusa la tregua umanitaria a Oleshky, che ha consentito l’evacuazione di centinaia di civili. Sul piano politico, Zelensky ribadisce la contrarietà a qualsiasi concessione territoriale a Mosca.
Guerra in Ucraina, nuovi attacchi russi: colpite postazioni per i droni e nave cargo vicino a Odessa
Proseguono le operazioni militari russe lungo la linea del fronte in Ucraina. Nelle ultime 24 ore, secondo quanto riferito dai portavoce di quattro raggruppamenti dell’esercito di Mosca, sarebbero state attaccate 99 postazioni ucraine destinate al controllo dei droni e 116 piattaforme robotiche terrestri.
Le operazioni avrebbero interessato anche l’area meridionale di Odessa. Stando alle informazioni diffuse da Interfax, che cita il ministero della Difesa russo, una nave cargo sarebbe stata colpita in mare, a circa 58 chilometri a sud del porto. La Reuters ha inoltre riportato la notizia di un attacco contro un’infrastruttura militare nella stessa regione.
Sul fronte interno, la capitale Kiev e le zone limitrofe devono affrontare nuove difficoltà sul piano energetico: Ukrenergo ha disposto interruzioni di corrente straordinarie per gestire le criticità della rete elettrica. A comunicarlo è stata DTEK, società privata che fornisce energia nel Paese.
Parallelamente, la Russia e l’Ucraina hanno denunciato intrusioni informatiche nei rispettivi sistemi di comunicazione delle emergenze. Il ministero russo delle Emergenze ha segnalato un «massiccio attacco informatico» contro la propria applicazione, attraverso la quale sarebbero state diffuse informazioni non veritiere sulle minacce in arrivo. Anche l’applicazione ucraina Air Alert, utilizzata per segnalare i bombardamenti, sarebbe stata compromessa. Gli utenti avrebbero ricevuto notifiche infondate relative a possibili attacchi balistici, contaminazioni radioattive, rischi chimici e scontri nelle strade della capitale, prima che il servizio smettesse di funzionare. «Secondo i nostri dati, l’applicazione Air Alert è stata hackerata», ha confermato Yuriy Ignat, portavoce dell’aeronautica militare ucraina.
Ucraina, termina la tregua a Oleshky: quasi 800 civili evacuati. Zelensky esclude concessioni territoriali
È terminata domenica sera, alle 22:59 ora locale (21:59 in Italia), la sospensione temporanea delle ostilità nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, sotto il controllo russo. Il cessate il fuoco, iniziato martedì, ha rappresentato la più lunga tregua locale dall’inizio dell’invasione su vasta scala del 2022 e ha consentito di organizzare l’uscita dei residenti dalle zone più pericolose, oltre alla consegna di aiuti umanitari. Secondo lo Stato Maggiore ucraino, soltanto nell’ultima giornata dell’operazione sono state trasferite in luoghi sicuri 167 persone, tra cui 22 bambini e 21 cittadini con mobilità ridotta. Il numero complessivo degli evacuati si avvicinerebbe invece alle 800 unità, stando a quanto comunicato da Melania Trump attraverso un post su X.
Anche Mosca ha espresso soddisfazione per l’esito dell’iniziativa: il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha riconosciuto il valore dell’operazione e del coordinamento tra i rappresentanti per i diritti umani dei due Paesi. Un auspicio per il futuro è arrivato anche dal Papa, che ha indicato nella collaborazione tra le parti un possibile punto di partenza per ulteriori iniziative di pace. Il mediatore ucraino Dmytro Lubinets ha confermato che «le parti hanno rispettato i propri impegni», annunciando di voler proseguire il confronto con la rappresentante russa Jana Lantratova per sviluppare nuovi interventi umanitari.
Resta invece distante un’intesa sul futuro dei territori contesi. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha infatti escluso qualsiasi possibilità di ritirare le proprie forze dalle regioni rivendicate da Mosca, nonostante le pressioni esercitate attraverso i mediatori statunitensi. «Di certo non rinunceremo ai nostri territori, ma ovviamente la Russia li vuole», ha dichiarato in un’intervista alla Cnn turca, contestando la richiesta russa di ottenere il ritiro volontario delle truppe ucraine da aree che l’esercito di Mosca non è riuscito a conquistare. Il leader di Kiev ha definito tale proposta «irrazionale», confermando la posizione contraria a qualsiasi concessione territoriale.
