Donald Trump annuncia un possibile incontro tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky per favorire la fine della guerra in Ucraina. Intanto, entra in vigore la tregua umanitaria a Oleshky, mentre un nuovo raid russo colpisce Kharkiv. Il cardinale Zuppi invoca il dialogo e una pace duratura, ma restano le tensioni diplomatiche e le difficoltà sul fronte militare.
Tregua umanitaria a Oleshky, Zuppi: «La pace è possibile». Nuovo raid russo su Kharkiv
È entrata in vigore una tregua umanitaria a Oleshky, nella regione ucraina di Kherson, città assediata dalle forze russe e colpita da una grave emergenza umanitaria. La situazione della popolazione aveva attirato anche l’attenzione di Papa Leone XIV e Melania Trump, impegnati a richiamare l’attenzione sulle sofferenze dei civili.
Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana e inviato papale per la crisi umanitaria legata alla guerra, ha accolto positivamente il risultato in un’intervista a La Stampa, rilasciata ad Assisi durante l’Incontro interreligioso della Comunità di Sant’Egidio. Zuppi ha parlato di segnali incoraggianti, legati alla crescente collaborazione tra le parti e al coinvolgimento della comunità internazionale, sottolineando il valore degli incontri promossi dal Pontefice.
La tregua, ha spiegato, rappresenta il risultato di diversi contatti diplomatici e di una volontà di superare le contrapposizioni che dovrà essere consolidata nel tempo.
Per il cardinale, l’obiettivo è trasformare la sospensione delle ostilità in una condizione stabile, inserendola in un progetto più ampio di costruzione della pace, nel quale l’Europa è chiamata a svolgere un ruolo centrale. Zuppi ha ribadito che la diplomazia deve partire dalle sofferenze concrete delle persone e non limitarsi ai negoziati istituzionali. Nel raccontare gli incontri con i prigionieri di guerra in Russia e Ucraina, ha ricordato uomini di diverse età accomunati dal desiderio di tornare a casa e ritrovare i propri familiari, talvolta senza notizie dei propri cari da tre anni. Ha inoltre invitato a rafforzare l’Unione europea, le Nazioni Unite e il multilateralismo, privilegiando il dialogo e il disarmo rispetto a una strategia fondata sul riarmo.
Sul fronte militare, intanto, Kharkiv è stata colpita da un nuovo attacco aereo russo che ha centrato un edificio residenziale di molti piani. Secondo quanto riportato da RBC-Ucraina, citando il sindaco Igor Terekhov, ci sarebbero diversi feriti e alcuni residenti sarebbero rimasti intrappolati nella struttura danneggiata, mentre i soccorritori sono intervenuti sul posto.
Parallelamente, Mosca mantiene una posizione prudente sulle prospettive dei rapporti con Washington: il viceministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov ha dichiarato, secondo l’agenzia Interfax, che il Cremlino non si aspetta un miglioramento radicale delle relazioni bilaterali dopo le elezioni di metà mandato statunitensi. Il diplomatico ha motivato il pessimismo con la presenza, negli Stati Uniti, di un ampio consenso bipartisan contrario alla Russia, ipotizzando che le posizioni più moderate possano trovare spazio al di fuori dell’attuale composizione del Congresso.
Trump fiducioso sulla pace in Ucraina: “Incontro tra Putin e Zelensky molto presto”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è detto fiducioso sulla possibilità di organizzare a breve un faccia a faccia tra il leader russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky. Parlando con i giornalisti, il capo della Casa Bianca ha anticipato che l’incontro potrebbe tenersi «molto presto», aggiungendo di ritenere possibili «notevoli progressi» nei negoziati per mettere fine alla guerra. Le dichiarazioni si inseriscono nel quadro degli sforzi diplomatici internazionali per favorire una soluzione al conflitto, mentre da Kiev arriva un nuovo appello a rafforzare il sostegno militare occidentale.
Zelensky ha sottolineato che, nel corso del 2026, le forze ucraine si sono trovate in una posizione più solida rispetto a diversi periodi precedenti della guerra. Il presidente ha tuttavia evidenziato le difficoltà legate alla disponibilità di sistemi di difesa aerea, in particolare dei Patriot, e ai ritardi nelle consegne degli aiuti. In un messaggio pubblicato su X, ha riferito che, a partire dal 14 ottobre, la Russia ha lanciato oltre 100 missili balistici contro Kiev e la regione circostante nell’arco di due settimane. Secondo il leader ucraino, un sostegno tempestivo e costante da parte dei partner internazionali rafforzerebbe la capacità del Paese di difendersi e la sua posizione al tavolo diplomatico.
