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La fuga di Bolsonaro negli Usa: "Sono il vero presidente del Brasile", poi modifica il post

La fuga di Bolsonaro negli Usa: "Sono il vero presidente del Brasile", poi modifica il post

Flávio Bolsonaro negli Usa dopo la fuga dal Brasile: il senatore rivendica la presidenza, poi fa marcia indietro sui social. Cresce la polemica sul ruolo di Milei e Rubio.

La fuga di Flávio Bolsonaro negli Usa si trasforma in un nuovo caso politico dopo la sconfitta elettorale contro Lula. Arrivato a Miami dopo un viaggio attraverso Argentina ed Ecuador, il senatore brasiliano si è proclamato «vero presidente del Brasile», salvo poi modificare il messaggio sui social circa venti minuti dopo. Una retromarcia che arriva mentre emergono polemiche sul presunto ruolo di Javier Milei e Marco Rubio nell’operazione che gli avrebbe permesso di lasciare il Paese.

Flávio Bolsonaro fugge negli Usa dopo la sconfitta contro Lula: il ruolo di Rubio e Milei

Il senatore brasiliano Flávio Bolsonaro è arrivato a Miami, in Florida, insieme alla moglie e alle due figlie, dopo aver lasciato il Brasile nella notte tra martedì 27 e mercoledì 28 ottobre. La partenza è avvenuta pochi giorni dopo la sconfitta al ballottaggio presidenziale di domenica 25 ottobre contro il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva, che ha ottenuto il 51,79% dei voti validi, contro il 48,21% del suo avversario.

Secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa internazionale, il trasferimento sarebbe stato agevolato dalla rete di sostegno internazionale di cui gode il figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, con il coinvolgimento dei governi guidati da Donald Trump e Javier Milei.

Secondo le autorità migratorie argentine, Flávio ha attraversato la frontiera terrestre nella provincia di Misiones intorno alle 22:50 del 27 ottobre, accompagnato dai familiari, per poi imbarcarsi su un jet privato diretto a Guayaquil, in Ecuador.

Da lì l’aereo ha proseguito verso la Florida, dove è atterrato nella mattinata del giorno successivo. Il velivolo utilizzato, un Gulfstream G400 con matricola LV-JQW, è gestito dalla società argentina Baires Fly, finita sotto i riflettori per un’inchiesta su presunti flussi di denaro illeciti legati agli acquisti dell’Agenzia nazionale per le persone con disabilità. Le indagini riguardano ipotesi di sovrapprezzi e riciclaggio, ma non dimostrano di per sé un coinvolgimento della compagnia nella vicenda Bolsonaro.

La fuga negli Usa di Flavio Bolsonaro: prima si proclama presidente, poi corregge il post

In una prima versione di una lettera pubblicata sui social, il senatore si è presentato come «vero presidente eletto del Brasile», contestando il risultato delle urne e denunciando presunte frodi elettorali senza fornire prove a sostegno delle accuse. Circa venti minuti dopo, però, ha modificato il documento, sostituendo quella definizione con quella di «leader del Brasile». Nella versione corretta ha confermato l’intenzione di guidare l’opposizione dall’estero e promesso di presentare una strategia per mobilitare i suoi sostenitori attraverso iniziative pacifiche e legittime. «Non sono fuggito dal Brasile, sono uscito per il Brasile», ha scritto. Nel frattempo, Trump ha preso le distanze dalle rivendicazioni del senatore, dichiarando di non voler «essere coinvolto» nella disputa, pur definendo le elezioni brasiliane «molto strane».

A rendere ancora più delicata la situazione sono le indagini giudiziarie in Brasile. Flávio è coinvolto in procedimenti relativi a presunte irregolarità finanziarie e riciclaggio di denaro, accuse che respinge. La Corte suprema brasiliana gli aveva ordinato di consegnare i passaporti alle autorità e disposto restrizioni alla sua possibilità di lasciare il Paese. La sua partenza ha quindi alimentato le contestazioni dell’opposizione argentina, che chiede chiarimenti al ministro degli Esteri Pablo Quirno sul possibile ruolo di funzionari pubblici e sull’utilizzo dell’aereo della Baires Fly.

Il deputato Pablo Juliano ha presentato una richiesta di comparizione con 91 quesiti, mentre Gabriel Solano ha denunciato Milei per presunto favoreggiamento e abuso di autorità: si tratta di accuse da verificare nelle sedi competenti. Anche negli Stati Uniti si sono levate critiche nei confronti del segretario di Stato Marco Rubio. Il deputato democratico Jim McGovern lo ha accusato di aiutare un cittadino straniero sottoposto a indagini penali a sottrarsi alla giustizia.

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