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Tre arresti a Torino per l'omicidio di Fabio Colapietro

Tre arresti a Torino per l'omicidio di Fabio Colapietro

Una notte di terrore a Torino: trovata la vittima smembrata, tre arresti e una madre disperata al citofono.

Nel cuore della notte tra giovedì e venerdì 25 settembre, le forze dell’ordine di Torino hanno risposto a un emergente segnale di soccorso proveniente dal quartiere Borgo Vittoria, nelle immediate vicinanze del quartiere Mirafiori. L’allarme è stato lanciato da una donna che, dal citofono del suo stabile, ha riferito che il figlio aveva compiuto un gesto violento contro un’altra persona.

Le volanti della Polizia di Stato, accorse rapidamente, hanno perquisito un appartamento al quarto piano di una palazzina dove dimorava una docente di 47 anni, originaria di Rieti. All’interno hanno percepito un odore acre, tipico di materiale organico in decomposizione, e hanno scoperto una scena che ricordava un film horror: sacchi neri contenenti frammenti di un corpo umano, secchi sigillati con cemento a presa rapida e diversi coltelli sparsi sul pavimento.

Scoperta del corpo e prime verifiche

Le indagini hanno subito identificato la vittima come Fabio Colapietro uomo di 39 anni, residente a Chivasso. I resti trovati comprendevano parti del tronco, arti e altre sezioni, tutte disposte in sacchi neri e in secchi cementati, segno di un tentativo di occultamento. L’utilizzo del cemento a presa rapida suggerisce una strategia deliberata di soppressione del cadavere volta a renderne difficile l’identificazione e il recupero da parte delle autorità.

La chiamata d’emergenza della madre

Secondo le ricostruzioni operative, la madre di Christian Matheus De Oliveira Morando 26 anni, nato a Chivasso, ha ricevuto la telefonata dal figlio intorno alle 22 ore del 25 settembre. Il giovane, visibilmente agitato, ha affermato di aver “fatto del male a qualcuno” e di essere in preda al pianto. La madre, spaventata, ha subito contattato il numero 112, affermando: “Mio figlio ha fatto del male a una persona, venite subito”. Il 112 ha dislocato le volanti sul luogo indicato, ma il giovane aveva spostato il proprio racconto, riferendo di trovarsi a Rebaudengo, dove la madre lo ha incontrato in piazza prima di ascoltare il suo appello alla polizia.

Arresti, imputazioni e sviluppo delle indagini

Le autorità hanno proceduto all’arresto di tre soggetti: Christian Matheus De Oliveira Morando imputato di omicidio e soppressione di cadavere; Nicole Formichetti docente di 47 anni originaria di Rieti, accusata di favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere; e Keith Butig 22 anni, residente a Torino, imputato anch’egli di favoreggiamento nella stessa fattispecie. Tutti e tre sono stati condotti in questura per gli interrogatori preliminari.

Le indagini, coordinate dalla procura di Torino sotto la direzione della pm Lea Lamonaca, stanno cercando di chiarire diversi aspetti rimasti oscuri: il movente dell’omicidio, se la colluttazione avvenuta in un’altra abitazione sia stata la scintilla scatenante, e se l’atto violento sia stato consumato nella via Gulli o altrove, con successiva trasposizione del corpo nell’appartamento della professoressa. Inoltre, gli inquirenti stanno approfondendo la rete di frequentazioni del sospetto, dato che il giovane ha citato una possibile rapina o furto come sfondo della lite.

Testimonianze dei condomini

Un residente dell’edificio ha confermato al pubblico ministero che l’appartamento era oggetto di continuo via-vai di persone, giorno e notte. “La conoscevo di vista; spesso la vedevo accompagnata da amici, con il suo cagnolino, salendo e scendendo con diversi volti”, ha dichiarato il vicino. Tali dichiarazioni alimentano il sospetto che il luogo fosse usato per incontri informali, facilitando la dinamica violenta descritta.

Procedimento giudiziario e prospettive

L’udienza di convalida per i tre fermati è stata fissata nel pomeriggio del 26 settembre presso il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP). In quella sede i magistrati valuteranno le misure cautelari da disporre, tra le quali la permanenza in carcere o la misura degli arresti domiciliari. Le indagini proseguiranno con l’esame dei reperti forensi, l’analisi dei filmati di videosorveglianza dei pressi di via Gulli e la continuazione degli interrogatori a chi aveva avuto contatti con l’appartamento nel periodo antecedente il ritrovamento del cadavere.

Nel frattempo, la comunità di Torino rimane sotto shock per un crimine così cruento avvenuto nella tranquillità di una zona periferica. La vicenda ha sollevato interrogativi su eventuali legami con consumo di sostanze stupefacenti o debiti, ma al momento nulla è stato confermato. L’operato delle forze dell’ordine, tempestivo nella risposta alla chiamata di soccorso, dimostra l’impegno a garantire la sicurezza dei cittadini e a far luce su eventi di tale gravità.

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