> > Garlasco, Andrea Sempio: il nodo della consulenza psichiatrica

Garlasco, Andrea Sempio: il nodo della consulenza psichiatrica

Garlasco, Andrea Sempio: il nodo della consulenza psichiatrica

Arriva la chiusura delle indagini sulla nuova inchiesta per l'omicidio di Chiara Poggi.

È fissata al 28 settembre la scadenza indicata dalla Procura di Pavia per la chiusura delle indagini sulla nuova inchiesta per l’omicidio di Chiara Poggi, che vede Andrea Sempio come unico indagato. Dopo il primo avviso di conclusione delle indagini notificato a maggio, i magistrati si preparano dunque a un nuovo passaggio, al termine degli ulteriori accertamenti disposti negli ultimi mesi.

Secondo la ricostruzione della Procura, Sempio sarebbe responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco. Si tratta però dell’ipotesi accusatoria e l’indagato, attraverso i suoi legali, ha sempre respinto le contestazioni. A pochi giorni dalla scadenza resta al centro dell’attenzione la consulenza psichiatrica affidata al professor Roberto Catanesi.

L’incarico era stato disposto dalla Procura per approfondire eventuali condizioni patologiche che potessero incidere sulla capacità di intendere e di volere di Sempio, oltre ad altri aspetti relativi alla sua personalità.

Andrea Sempio: le consulenze già depositate e quella psichiatrica

Non tutte le consulenze disposte dalla Procura sono ancora in attesa di deposito.

Quella affidata al genetista Carlo Previderè, relativa al Dna individuato sotto le unghie di Chiara Poggi, è stata depositata il 7 settembre. Il 23 settembre sono invece arrivate le altre due relazioni: quella della dottoressa Cristina Cattaneo sulle misurazioni antropometriche di Sempio e quella affidata a Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli sull’impronta a pallini rilevata sul pavimento della villetta. Rimane quindi il nodo dell’approfondimento psichiatrico.

Sempio ha rifiutato di incontrare direttamente il consulente nominato dalla Procura. La decisione è stata confermata dalla sua difesa, secondo cui un eventuale accertamento psichiatrico diretto potrebbe essere svolto in un secondo momento, nell’ambito di un eventuale processo e con un perito nominato dal giudice. La questione è stata commentata anche dalla criminologa Roberta Bruzzone, che ha espresso perplessità sulla possibilità di effettuare una vera valutazione psichiatrica senza un esame diretto dell’indagato. Secondo Bruzzone, l’analisi di scritti, messaggi, audio o altri materiali può avere una finalità personologica, ma non sarebbe sufficiente, da sola, per formulare una valutazione sulla presenza di eventuali patologie psichiatriche.

Garlasco: il 28 settembre la seconda chiusura delle indagini

La Procura di Pavia dovrebbe quindi notificare alla difesa un secondo avviso di conclusione delle indagini, il cosiddetto 415-bis, dopo quello già notificato a maggio. Da quel momento la difesa avrà 20 giorni per presentare memorie, documenti e ulteriori consulenze tecniche.

Nel frattempo, l’inchiesta ha continuato a produrre nuovi approfondimenti. Il 25 settembre i pm hanno ascoltato anche l’ex generale dei carabinieri Luciano Garofano e alcuni ufficiali che nel 2007 facevano parte del Ris. Le audizioni rientrano negli ultimi atti istruttori prima della scadenza del termine.

Il passaggio del 28 settembre non significherà comunque automaticamente l’inizio di un processo. Dopo la conclusione delle indagini, la Procura dovrà valutare se chiedere il rinvio a giudizio oppure l’archiviazione. Un’eventuale richiesta di processo dovrà poi essere esaminata dal giudice. Sul caso restano inoltre centrali gli elementi scientifici al centro del confronto tra accusa e difesa, tra cui il Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima e le impronte individuate nella villetta. La loro interpretazione resta oggetto di valutazioni tecniche contrapposte e, in caso di processo, potrebbe essere ulteriormente sottoposta al vaglio di periti nominati dal giudice.

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