Orrore a Torino, dove il corpo fatto a pezzi di un uomo di 39 anni è stato trovato all’interno di un appartamento nel quartiere Borgo Vittoria, nella periferia nord della città. La vittima è Fabio Colapietro, residente a Settimo Torinese. Per il suo omicidio è stato arrestato un uomo di 26 anni, che avrebbe confessato di averlo ucciso.
Insieme a lui sono state fermate una donna di 47 anni, insegnante di italiano, e una 22enne. Le due donne sono accusate, a vario titolo, di favoreggiamento e concorso nell’occultamento di cadavere, mentre il ruolo della più giovane resta ancora da chiarire. La scoperta è avvenuta nella notte di giovedì, dopo una telefonata al 112.
A contattare i soccorsi è stata la madre del 26enne, spiegando che il figlio aveva fatto del male a una persona. Gli agenti l’hanno raggiunta in un appartamento nel quartiere Mirafiori, nella zona sud di Torino, dove si trovava insieme al figlio. Il giovane avrebbe quindi raccontato agli investigatori di aver ucciso un uomo, indicando anche il luogo in cui si trovava il corpo.
Fatto a pezzi a Torino: il corpo nascosto tra sacchi, secchi e cemento
La polizia si è quindi spostata in un appartamento di via Gulli, dall’altra parte della città rispetto a Mirafiori. All’interno dell’abitazione gli agenti hanno trovato l’insegnante, una donna di 47 anni originaria di Rieti, nel Lazio, che lavora in un istituto scolastico di Ciriè. La scoperta più drammatica è avvenuta nel bagno dell’appartamento.
Gli investigatori hanno trovato alcuni coltelli e i resti di un corpo, che sarebbe stato smembrato. I resti erano nascosti all’interno di sacchi neri e di alcuni secchi; una parte sarebbe stata inoltre ricoperta con cemento a presa rapida. Gli accertamenti dovranno ora chiarire con precisione le modalità e la dinamica dell’omicidio, oltre a stabilire quando sia avvenuto.
Le indagini sul movente e sul ruolo delle due donne
Dopo la scoperta, il 26enne, la donna di 47 anni e la 22enne sono stati sottoposti a lunghi interrogatori. Gli investigatori hanno ascoltato anche altre persone che frequentavano l’appartamento di via Gulli, nel tentativo di ricostruire i rapporti tra le persone coinvolte. Resta infatti ancora da chiarire quale fosse il legame tra Fabio Colapietro e i tre indagati e, soprattutto, quale possa essere stato il movente dell’omicidio.
Gli investigatori stanno inoltre cercando di stabilire quale ruolo abbia avuto esattamente la 22enne nella vicenda. La posizione dell’insegnante e quella della giovane dovranno essere valutate alla luce degli elementi raccolti durante le indagini e degli accertamenti ancora in corso. Il 26enne avrebbe invece ammesso di essere l’autore dell’omicidio. La confessione rappresenta uno degli elementi acquisiti dagli investigatori, ma la ricostruzione completa della vicenda dovrà essere definita attraverso gli ulteriori accertamenti della polizia e dell’autorità giudiziaria.
