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Tre modi per sistemare i pixel bruciati

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Uno dei vostri dispositivi elettronici presentano dei pixel bruciati o bloccati sullo schermo? Forse non tutto è perduto.

Avete per caso notato, sullo schermo del vostro PC, Mac, tablet, iPad, iPhone o smartphone, alcune spuntinature nere che “sporcano” l’immagine della schermata? Probabilmente lo schermo del vostro device soffre per via di alcuni pixel bruciati.

Un pixel è la microcella luminosa che si accende e colora sullo schermo di qualsiasi dispositivo di riproduzione di immagini in movimento (televisori compresi) basato su sistema LED o LCD, quando questo è acceso. Quando una di queste particelle è bruciata, essa rimane spenta e non contribuisce alla definizione delle immagini, lasciando un piccolo punto nero nel mezzo della stessa. Quando i pixel bruciati sono molti, lo schermo può giungere quasi al limite dell’inservibilità, costringendo il proprietario del device a costose riparazioni o alla sostituzione dell’apparecchio.

Ma è davvero tutto perduto? Nelle righe che seguono, illustreremo alcuni modi per rigenerare le parti di schermo bruciate e restituire lo schermo del proprio device alla piena efficienza.
Innanzitutto, bisogna stabilire una differenza: un conto sono i pixel completamente bruciati, e quindi inservibili, un altro quelli semplicemente bloccati su un colore, e forse recuperabili. Il problema è che, quando un pixel si blocca su un colore molto scuro, esso può apparire bruciato a un esame superficiale, e indurre il proprietario dello schermo a una costosa sostituzione.

Per dirimere la questione, ecco alcuni suggerimenti.
– Il sito JScreenFix ha il vantaggio di non necessitare di alcuna installazione. Basta aprire la pagina web ed effettuare il test a disposizione. Il sito offre anche uno strumento di riparazione: basterà trascinare il cursore di riparazione in corrispondenza dell’area o delle aree danneggiate e lasciarlo sovrapposto lì per almeno dieci minuti. Se il pixel è solo bloccato, l’alternanza di colori del cursore dovrebbe rianimarlo.

– Il software PixelHealer funziona grossomodo alla stessa maniera, ma con una differenza sostanziale: deve essere installato sul PC per funzionare.
– Un sistema manuale consiste nello spegnere il dispositivo, e passare un panno umido sullo stesso, in corrispondenza dell’area interessata. Bisogna effettuare una decisa pressione sul punto dove si trova il pixel rotto, avendo cura di non schiacciare – o quantomeno non schiacciare troppo – quelli circostanti. Il pixel potrebbe riprendere vita, giacché la pressione dovrebbe rimettere in moto i cristalli liquidi contenuti al suo interno.


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