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Faccia a faccia Trump‑Netanyahu alla Casa Bianca: strategie militari e diplomazia sull’Iran

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Trump e Netanyahu a confronto per gestire le tensioni con l’Iran e valutare le strategie per la sicurezza regionale. Ecco i punti chiave del vertice.

Benjamin Netanyahu torna a Washington per un incontro cruciale con Donald Trump, con al centro la sicurezza regionale e le tensioni con l’Iran. Tra i temi principali ci sono i negoziati sul nucleare, le possibili opzioni militari e la protezione degli interessi israeliani, mentre gli Stati Uniti valutano strategie di pressione su Teheran e avanzano piani per la gestione del conflitto a Gaza.

Stati Uniti, diplomazia e pressioni: le mosse di Trump

Il presidente Trump ha confermato la linea dura ma aperta al dialogo. Intervistato da Axios, ha detto: “Abbiamo un’armata che si sta dirigendo laggiù e un’altra potrebbe partire… O faremo un accordo, oppure dovremo fare qualcosa di molto duro come l’ultima volta”. Il tycoon ritiene comunque che Teheran voglia un’intesa: “Credo che vogliano fare un accordo. Sarebbero sciocchi a non farlo”. Gli Stati Uniti stanno considerando varie strategie per esercitare pressione sull’Iran, incluso il sequestro di petroliere, ma al momento hanno rinunciato temendo ritorsioni e impatti sui mercati petroliferi, come segnala il Wall Street Journal.

Parallelamente, il tema Gaza resta nell’agenda di Netanyahu e Trump. Il New York Times riferisce che gli Stati Uniti stanno elaborando un piano in più fasi per la smilitarizzazione di Hamas, che prevede la consegna delle armi capaci di colpire Israele, pur consentendo al gruppo di mantenere alcune armi leggere inizialmente.

La Casa Bianca ha coinvolto nel progetto Jared Kushner, l’inviato Steve Witkoff e l’ex funzionario ONU Nickolay Mladenov. Intanto, l’Iran ribadisce la propria posizione: “È la Casa Bianca che deve operare libera da pressioni esterne, in particolare da parte di Israele, che ignora gli interessi della regione”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baqaei.

Incontro Trump-Netanyahu a Washington: focus sull’Iran e intervento militare

Dopo l’incontro di dicembre, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si reca nuovamente alla Casa Bianca per un colloquio con il presidente americano Donald Trump, previsto per le 11 ora locale (le 17 in Italia) e un confronto con il segretario di Stato americano Marco Rubio alle 9 de mattino locali (le 15 in Italia).

Al centro della discussione ci saranno le tensioni con l’Iran e, secondo la Cnn, le possibili opzioni militari che Israele e Stati Uniti potrebbero considerare qualora i negoziati diplomatici con Teheran non producano risultati concreti. La visita è stata anticipata rispetto ai piani originari, un segnale, scrive il Times of Israel, della preoccupazione americana per la direzione dei colloqui tra Washington e Teheran.

Netanyahu intende inoltre aggiornare Trump sulle capacità militari iraniane. Una fonte israeliana ha spiegato che “Israele è preoccupato dai progressi dell’Iran nel ripristinare le scorte e le capacità di missili balistici ai livelli precedenti alla guerra di 12 giorni”, sottolineando come Teheran potrebbe disporre di 1.800-2.000 missili balistici in poche settimane senza interventi esterni.

Il premier vuole garantire la libertà d’azione militare di Israele anche nell’ambito di un eventuale accordo, precisando che qualsiasi intesa dovrà impedire il riarmo nucleare dell’Iran, limitare i missili balistici e fermare il sostegno al terrorismo: “Non solo per Israele, ma per chiunque desideri la pace e la sicurezza”, avrebbe dichiarato Netanyahu prima della partenza.