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Ucraina, minacce di morte al ministro Di Maio: “Putin fallo ammazzare”

Il ministro Di Maio ha ricevuto diverse minacce di morte sui social e su Telegram per aver ribadito la sua posizione contro la Russia.

Luigi Di Maio

Dopo aver espresso una posizione di fermezza sul sostegno all’Ucraina e sulle sanzioni contro la Russia, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha ricevuto numerose minacce di morte via social e sulle chat di Telegram. Sul caso è intervenuto anche il premier Draghi che ha espresso massima solidarietà all’esponente del governo.

Minacce di morte a Di Maio

Putin manda qualcuno ad ammazzarlo“, “Di Maio con una spranga nel cervello“, “Ti faranno fuori“. Sono queste le espressioni più violente che utenti filo-russi, molti dei quali con un’immagine del profilo raffigurante la “Z” simbolo dell’invasione ucraina da parte di Mosca, hanno rivolto contro il ministro.

Nel mirino sono finite le sue affermazioni fatte durante l’intervista a Che tempo che fa, in cui ha annunciato in quinto pacchetto di sanzioni al Cremlino, parlato delle missioni che sta svolgendo all’estero per liberare l’Italia dal “ricatto di Mosca sul gas ed espresso una netta posizione sulla strage di Bucha (“Crimini di guerra, la Corte penale internazionale li punirà“).

Tra gli altri messaggi comparsi sui social contro il titolare della Farnesina vi sono “Impiccati terrone” e “Lo spedirei in Donbass“.

Minacce di morte a Di Maio: solidarietà unanime

Vicinanza a Di Maio per gli attacchi è giunta da tutto il mondo politico, anche dal presidente del Consiglio Draghi. Queste le sue parole: “Esprimo massima solidarietà al Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per le ignobili minacce ricevute. Il Governo appoggia in pieno il suo impegno a difesa dell’Ucraina e a favore della pace“.

Tra gli esponenti politici che si sono espressi vi sono poi Giorgia Meloni, la quale si è augurata che “i responsabili siano individuati e che queste intimidazioni non restino impunite” e Giuseppe Conte, che ha manifestato sostegno al collega di partito ribadendo che “non ci faremo intimidire“.

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