Il 6 novembre il capo della Chiesa cattolica ha lasciato l’aeroporto di Fiumicino alle 7:05, a bordo di un A330-900 di ITA Airways, diretto verso Montevideo. L’operazione di volo è stata preceduta da una valutazione medica che ha confermato la piena idoneità del Pontefice a proseguire il suo programma, nonostante la recente diagnosi di un nodulo polmonare.
Al decollo, il Papa ha trasmesso un telegramma al presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, con le parole: “Affido desideri di pace e fraternità alla Vergine Maria”. L’atterraggio è previsto per le 16:30 locali, corrispondenti alle 20:30 italiane.
Il decollo da Roma e l’arrivo a Montevideo
All’arrivo all’Aeroporto Internazionale “General Cesáreo L.
Berisso” di Montevideo-Carrasco, il Santo Padre è stato accolto sulla Plaza Independencia da autorità locali, dal presidente uruguaiano Yamandú Orsi e da rappresentanti della società civile. Dopo i saluti istituzionali, è seguita una breve udienza nella Cattedrale Metropolitana dell’Immacolata Concezione e dei Santi Filippo e Giacomo, dove il Papa ha celebrato i vespri. Durante questi primi momenti, ha ribadito l’impegno della Chiesa verso i valori della laicità, della famiglia e della lotta al narcotrafico, temi già trattati nell’incontro con i vescovi locali il 18 settembre.
Le tappe uruguayane: Plaza Independencia, Cattedrale e Paysandú
Il 7 novembre il Pontefice ha spostato l’azione a Paysandú, città di confine con l’Argentina, dove la presenza di una storica comunità italiana ha modellato l’identità culturale del territorio. Qui, alle 10:00 ha celebrato la Messa nel Parque París Londres, la prima grande celebrazione eucaristica del viaggio. Dopo la liturgia, ha proseguito verso Montevideo per visitare la Parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe a Casavelle, quartiere noto per le sue difficoltà socio-economiche.
Incontro a Casavelle e il progetto abitativo
Casavelle, periferia di Montevideo, è segnato da una povertà estrema: l’Istituto nazionale di statistica dell’Uruguay indica che il 49,6% dei residenti vive in assoluta povertà. Con una popolazione di circa trentamila persone, il quartiere è dominato da baraccopoli costruite con lamiera, cartone e legno. Il parroco don Pablo Coimbra ha sottolineato la dimensione teologica della visita papale, affermando che il sguardo della Chiesa sposta la percezione di marginalità verso il centro della comunità. Durante l’incontro, Leone XIV ha benedetto dodici nuove piccole case realizzate con il sostegno del Vaticano, parte di un progetto più ampio volto a sostituire le baracche con abitazioni dignitose.
Il progetto abitativo prevede la costruzione graduale di nuove unità residenziali, con l’obiettivo di fornire servizi essenziali e condizioni igieniche adeguate. Parallelamente, la parrocchia distribuisce mensilmente circa cento pacchi alimentari alle famiglie più bisognose, dimostrando un impegno costante nell’assistenza sociale. Il Papa ha espresso speranza che queste iniziative possano “aprire i nostri cuori gli uni agli altri”, sottolineando la responsabilità collettiva di promuovere la solidarietà.
Messaggi di pace, salute e la conclusione del cammino sudamericano
Nel pomeriggio del 7 novembre, al Stadio del Centenario, è stata tenuta una veglia di preghiera con i giovani e i fedeli, durante la quale il Pontefice ha lanciato un appello alla non violenza e alla coesione sociale. Il 8 novembre, la tappa finale in Uruguay ha avuto luogo a Florida, dove ha celebrato la Messa sul sagrato del Santuario Nazionale della Virgen de los Treinta y Tres, simbolo dell’identità nazionale. Dopo un pranzo con i vescovi uruguaiani, il Papa si è congedato per dirigersi verso l’Argentina, dove resterà dal 8 all’11 novembre, per poi proseguire in Perù dal 11 al 17 novembre, terra che ha segnato la sua esperienza missionaria di oltre vent’anni.
Il viaggio si colloca in un contesto di recupero personale: dopo aver subito un intervento chirurgico al Policlinico Gemelli per rimuovere un nodulo maligno, il Santo Padre ha comunicato su i social che è “felice di poter tornare nel continente in cui ho vissuto tanti momenti della mia vita”. Il messaggio sottolinea la volontà di trasformare il vissuto personale in una spinta spirituale per le comunità incontrate, affinché il cammino apostolico diventi occasione di rinnovata fraternità tra i popoli.
