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Per Daniele Novara prima i bambini dei cani: sì alla camminata

Roma, 2 apr. (askanews) – La circolare del Viminale è chiara: i bambini possono uscire di casa con un genitore per fare una breve camminata durante l’emergenza sanitaria. Il pedagogista piacentino, Daniele Novara, autore di bestseller come “Litigare fa bene” (Bur 2013) e “Non è colpa dei bambini” (Bur 2017), alle esigenze dei cani, antepone quelle dei bambini, che definisce “il nostro futuro”. Un bambino dovrebbe correre 2-3 ore al giorno, dice, stanno subendo comunque un danno, nella speranza che anche a casa continuino a fare qualche attività motoria.

“É una norma molto rigida, chi fa delle polemiche le fa in maniera pretestuosa, non ha letto la circolare del Viminale. Io dico questo, una cosa che stanno pensando tanti italiani, se è possibile uscire 5-6 volte al giorno con il cane per fare il giretto, non si capisce perché un genitore, uno, come dice la nota ministeriale non possa uscire con un bambino, per tutelare il suo futuro. I cani, con tutto il rispetto e la simpatia, non ci garantiscono il futuro, i bambini sono il nostro futuro; tuteliamo non solo il dargli da mangiare, ma anche la loro salute psico fisica, siccome questa normativa è molto chiara, stringente e rigida, permette comunque ai bambini di camminare un po’, ogni bambino dovrebbe correre dalle 2 a 3 ore al giorno, capisce il danno che stanno subendo, anche se spero che in casa continuino a muoversi a agirare a fare le loro esperienze”, ha detto Novara.

“Contestare la possibiltà che un bambino faccia un giretto con sua madre o suo padre senza incrociare nessuno, e consentire poi che tutti si affollino nei supermercati, nelle edicole e in giro coi cani, magari creando dei bei assembramenti canini appare eccentrico. Io dico i bambini, come direbbero negli Stati Uniti ‘Children first’, i bambini per primi”, ha aggiunto.

“Io vorrei fare un appello ai politici: ‘se potete evitare di fare tutto questo chiacchiericcio, di fare presenzialismo, in una situzione di emergenza in cui la gente muore, ecco sarebbe auspicabile per rispetto”, conclude il pedagogista e fondatore del Cpp, Centro psico-pedagogico per l’educazione la gestione dei conflitti.

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