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Yacht affondato in Costa Smeralda: il recupero del relitto e le misure ambientali

Yacht affondato in Costa Smeralda: il recupero del relitto e le misure ambientali

Lo yacht Angiola II, affondato l'11 agosto in Costa Smeralda, è stato recuperato grazie all'intervento di tre ditte specializzate. Scopri come è avvenuto il recupero e quali misure sono state prese per proteggere l'ambiente.

Iniziare il recupero di uno yacht di lusso affondato è un’operazione complessa che richiede precisione e coordinamento. Questo è ciò che sta accadendo in Costa Smeralda, dove lo yacht Angiola II lungo 30 metri e del valore di 8 milioni di euro è stato recuperato dopo essere affondato l’11 agosto scorso. L’incidente è avvenuto tra l’isola dei Cappuccini e Capo Ferro, a causa di un’avaria ai motori che ha provocato un principio d’incendio.

L’armatore Antonio Bettanin insieme ad altre 14 persone a bordo, è riuscito a evacuare l’imbarcazione senza riportare ferite. Ora, tre ditte specializzate del nord Sardegna, incaricate da Bettanin, sono impegnate nel delicato compito di rimuovere il relitto, che si trova a circa sette metri di profondità.

Il ruolo della Guardia Costiera e del Ministero dell’Ambiente

La Guardia Costiera di La Maddalena ha coordinato e autorizzato le operazioni di recupero, mantenendo una costante vigilanza sull’area per prevenire eventuali fenomeni di inquinamento. Sin dal giorno dell’affondamento, i militari hanno monitorato lo specchio d’acqua interessato, lavorando in stretto raccordo con le ditte incaricate. Anche il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica è stato coinvolto nelle attività di monitoraggio per garantire la protezione dell’ambiente marino.

Le sfide del recupero di un relitto in mare

Recuperare un relitto in mare è un’operazione che richiede competenze tecniche e attrezzature specializzate. Le ditte incaricate devono affrontare diverse sfide, tra cui la profondità del relitto, le condizioni marine e la necessità di evitare danni all’ecosistema circostante. Le operazioni sono state pianificate con cura per garantire che il recupero avvenga in modo sicuro ed efficiente.

Lo yacht Angiola II battente bandiera maltese, è di proprietà della famiglia veneta Bettanin. Il recupero del relitto non solo rappresenta una sfida tecnica, ma anche un’opportunità per riflettere sull’importanza della sicurezza in mare e sulla protezione dell’ambiente marino. Le operazioni in corso in Costa Smeralda sono un esempio di come la collaborazione tra enti pubblici e privati possa contribuire a risolvere situazioni complesse.

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