Zarco al MotoGP: "Non vorrei essere il compagno di squadra di Rossi"
Zarco al MotoGP: “Non vorrei essere il compagno di squadra di Rossi”
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Zarco al MotoGP: “Non vorrei essere il compagno di squadra di Rossi”

Zarco al MotoGP: "Non vorrei essere il compagno di squadra di Rossi"
Zarco al MotoGP: "Non vorrei essere il compagno di squadra di Rossi"

Il nuovo pilota della Yamaha Tech 3 Johan Zarco confessa: “Per me Valentino Rossi è un idolo, ma credo sia molto difficile stare nel suo stesso team.

Dopo gli ultimi 2 anni trascorsi a vincere il mondiale Moto2, Johan Zarco approda finalmente in MotoGP. E firma con il team satellite Yamaha Tech 3. Il primo e unico obiettivo del pilota francese è riuscire a fare una grande stagione d’esordio e guadagnarsi, perciò, il pass per un team ufficiale per la prossima stagione.

Inevitabile il confronto tra i due mondi. “Tra Moto2 e MotoGP le differenze più grandi sono in accelerazione, frenata e aderenza – ha affermato lo stesso Zarco durante un’intervista al magazine online motorevue.com – Qui si frena in maniera molto decisa. L’accelerazione necessita altri accorgimenti. E anche per raddrizzare la moto bisogna comportarsi in altro modo. Inoltre, in curva, tra le due realtà c’è davvero un divario abissale. Sono fermamente convinto che per correre in MotoGP, ci vogliano grandi capacità di guida.

Ma soprattutto intelligenza. Sono felice dei test e della squadra. Mi sono concentrato, in primis, sul mio stile di guida e, in un secondo momento, sull’elettronica Nella prossima stagione punto al podio. E poi naturalmente, alla vittoria.”.

Le dichiarazioni di Zarco, però, non si fermano ai dati tecnici ma sfociano, inevitabilmente, anche in ambito personale. “Valentino Rossi per me è un idolo – aggiunge – ma non amerei essere suo compagno di squadra. Perchè credo sia molto difficile stare nel stesso team con lui. Se dovessi scegliere, mi piacerebbe avere come compagno di box Maverick Vinales“.

In merito all’approdo in KTM, invece, Johann Zarco è stato inamovibile: “Volevo una moto giapponese e l’ho ottenuta – ha sottolineato – La mia preparazione per la MotoGP era già iniziata nel 2016. Per me, quindi, non ci sono stati molti cambiamenti. Di certo, alla mia prima vittoria farò un salto mortale: un podio merita assolutamente una capriola!”.

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